"Il nostro sorriso"
Potremo ancora sfiorarci sussurrando Nei silenzi futuri, inoppugnabile incrocio di battiti E così i nostri cuori
Sono uno studente di Giurisprudenza, e ho iniziato a scrivere circa quattro anni fa. Molte delle poesie che ho scritto in passato risentono del programma del liceo, ora perlopiù delle letture personali. Il primo poeta d'amore che m'ha spinto a scrivere, attraverso la sua lettura, è Nazim Hikmet. Rimane quello che maggiormente prediligo, anche se, ultimamente, mi ha sconvolto lo stile di Pedro Salinas. Il motivo per cui ho iniziato a scrivere è stato prettamente di sfogo. Uso la poesia per esprimere le mie emozioni, forse per comprenderle, e per condividerle: mi fa piacere pensare che qualcuno, leggendomi, possa sentirsi vicino a me in base alla propria esperienza. La poesia, per me, è espressione dell'io, e come tale, non può che essere criptica: nemmeno l'autore ne può cogliere le più nascoste sfumature, e forse lui meno di tutti (come forse direbbe Montale, il quale ringraziava i critici per avergli fatto notare cose che non aveva intuito). Scrivo d'amore, perchè è l'amore l'istanza che mi muove. Imprigionare nel verso ciò che mi muove, è come cercare di mettere a fuoco le immagini sfumate di un sogno. Smetterò di scrivere quando sarò arrivato al di là dei sogni, o forse, sarà là che inizierò a scrivere davvero. Un cordiale saluto a tutti. S. B.
Potremo ancora sfiorarci sussurrando Nei silenzi futuri, inoppugnabile incrocio di battiti E così i nostri cuori
E' patria del dubbio un cuore sincero, a scavalcarne le mura non basta il tempo, già è arresa la
Guarda alle catene che amore scocca all’uomo, e il dubbio che ne fomenta la prigione. Quali dolcissime ferite a stringer…
Leggeremo i nostri passi come metafore dischiuse di un passato frammentato, faremo nostro il libro dei pentimenti e dei
Principessa, Risuona a Genova la carezza mia nel sogno? Tornano i miei occhi ad accenderla la notte, e la mia voce a
Come aratro i tuoi occhi e calda la terra dei tuoi baci. Seminasti promesse e racconti di giorni lontani, persi al fiori…
Nella sabbia ho lasciato essiccare le mie imprese e la mia stella lontana. Nel cielo ho cercato di seppellirne la forma,
Mi sono munito di un'armatura di legno, rifugiato dietro a quel muro continuo disperato a cercare silenzi, mentre termit…
Principessa, nei pollini primaverili ho sofferto il tuo essere altrui. Principessa, l'estate rovente mi ha fatto
Malinconica e spettrale, quella notte troppo in fretta consumata. Nell'aria dove plasmo l'abbandono del tuo volto alla
Quale maestoso sfondo hai offerto al nostro palco, autunno magistralmente invecchiato. Del bianco nascituro ormai covavi
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