Ragione
Devo persistere nell'amarti? Il tentativo d'estirpare questa zizzania dal mio cuore continua nell'arrecare fallimenti il…
Devo persistere nell'amarti? Il tentativo d'estirpare questa zizzania dal mio cuore continua nell'arrecare fallimenti il…
Quando d‘ali il prillo la notte prelude ed affiorano sul tuo scusso viso, pallido e assente gli scuri nei a puntare,
e vorrei baciarti lì dove mi aspetti, muovendosi a tempo, all'appuntamento tenendoci per mano... Poi, giunti
Il pianto sferro all'immenso dolore che il pensier cagiona se improvviso invade il tuo bel viso la memoria a pugnalar vi…
Le membra pregi di miselle vesti, con maglia rada t'aduni l'osse che raggelar ti senti nella catorba notte. Eppur calano…
Pallida esistenza Rovinosa mente che salta nel vuoto Richiudi la mia vita in ventre sano Instupidita Inerme e callosa me…
Il Mavì cedevole degl'occhi mal s'addice all'espressione mastietta che pronunci Immatura animosità
Bòrni la borra che mi sostenne Pensai tògo l’averti aitàta a iòsa Da folaga a nivea
Come vile metallo l'oro è pensato dagli incapaci d'osservare i segni che manifesta con cura nei fiori,
Quando il silenzio ingombra della parola 'l campo il febeo cuor dilegina La desolata ripa in mia attesa ritrae
Ragnato amor che ancor duri di noia olente l'animo spossi Onninamente di loia onusto l'opimo mio mai sottrasti al
Lima il tempo noioso d'istanti secolari e fervi di salpare la rotta è senza fine Non esisti che in te stesso e sol lì …
Discreta affinata alla vanità arresa alla consunta vita di gualmate pelli struscianti che illusi
Che silenzio... un soffio d'angelo solletica l'azzurre sottili tende L'ala di luce d'alba rosa spazia in due la
Cos'era che quella musica nostra agitava in petto? Il tuo esotico ballo e le tue gambe giovani e forti le braccia
Mira attorno la notte pasce i suoi dubbi ronza nelle orecchie il silenzio e la vista 'scura Placa il grido non
Trasalgo nel rimembrarti in queste note nel lontano profumo di notturna primavera che accoglieva di grazia ogni mio
Come posso pensare nella tomba del mio letto che non ti sveglierò più mai più Tutto è inanimato e le mie mani
L'albero di mimosa ancora immatura compie coi suoi rami al vento dei piccoli cerchi Il magro roseto laggiù di un'unico
E' inutil che gridiate o voi poeti che nessun v'ascolta Soli nei caffè gli aneliti affogate Le dispute fra
Picciola e delicata Viola inusitatamente còlta per in strada agir dolce e riflessiva per amar convinta un gordo e
La violazione cruenta t'ha soggiogato Il peso sulle reni impresso il marchio dell'infamia Pretendesti
Non sei la sola a conferir, triste o d'odio ridonda, col mal d'esistere e non la sola a concepir
Provo a commuovere il mesto petto con Satie, triste e solitario verso liberi orizzonti sconfinati di pace,
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