Corpo espanso
Sulla pelle si limano istinti tra rosso di luci in penombra sedute. Non sento nuvole ai lati solo polvere su rami e
Sulla pelle si limano istinti tra rosso di luci in penombra sedute. Non sento nuvole ai lati solo polvere su rami e
È tardi davvero anche in un posto irreale dopo il silenzio chiedete chi siete vi accolse una maschera strappando
Ho preso quell’attimo piccolo tra ombre di lune e mattino stringendo nel petto riflessi al richiamo di note
Esplodono nuvole trafitte dal sole schegge nel vento tagliano campi fino a scontrarsi in collassi sbiaditi passi
Fiori combusti rimandano spine strappando la notte svenuta sul foglio pugni su cenere espansa nel volo incrociano
Passi dispari su deserti neri impronte sciolte ritagliate a freddo si chiude il fuoco dal ghiaccio fuso vapori e
Mani su foglie bagnate strette in silenzio da pensieri seduti e rime di vento verde d’assenzio riflette in occhi
Giri di suoni si stendono nella stanza aprendo finestre su soli notturni spilli di luce fissano echi portati da passi
Cosa si cerca per strada cosa si cerca di notte tra il verde indistinto dei riflessi dell’aria tra le promesse
Ho sfiorato il mare con il sole oltre i confini solo tra le correnti asciugando un’onda sollevò sabbia e
Ricordo il primo sorriso vuoto i primi occhi velati di nero le guance di un pallore glaciale graffiate da tre lacrime
Cammina sfilando su strade e portoni tra lampioni dormienti ancora rapiti dal poco di buio che precede la sera assai
Riflessi d’ambra legano il vento a foglie di menta oltre campi scoperti sfiorano danze e discorsi di note spiegate
Scivola fragile su gocce di giugno traccia nuvole riflesse al tavolo invade spiagge solleva il mare si
Si svuotano isole le onde dormono incontro favole in sguardi classici strisce di sabbia corrono zitte nell’autunno
Piume di ferro e caravelle pensieri con note accese accusa di folla lucida su sedie pallide giudica bacchette di un
Carico di scosse elettriche attrici d’epoca sipario tirato ai lati da mani ruvide porpora mille poltrone silenzio
Sfuma la sera sotto nuvole estese case squadrate lenti sospiri porte velate rincorrono stelle rivolte alle navi su
Sospendo le braccia nel vento per sentire deserti lontani oltre montagne con nuvole basse mutano dune rincorse dal
Volano voci tra muri verso passati sbiaditi su quadri piccole vie fiori su tela strette di polvere e fieno mani
Note di rose nude in silenzio ormai sveglie nell’ombra dei campi spinte dal vento strappato da spine vola terra
Pernottando gravido di tesi ermetiche senza tratti magici distesi lucciole tra pensieri in ordine sospesi in
Non un rigo che si porti assente tra spazi vuoti e forze piene mille pagine al vento libere per ogni luce che circonda i…
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