Vendetta
Piccoli sorrisi di vetro, muti ti carezzeranno i seni, senza fiatare ti urleranno il nome, sordi ti entreranno il
Papà e marito prima di tutto.. Scrivo da quando mi hanno insegnato a scrivere, e scrivo di proposito da quando ho capito che scrivere non lo si fa di proposito. Mi piace usare la parola per creare immagini, istantanee e impressioni visive che rimandino a esperienze concrete (o anche no). Essendo "immagini" che riconducono al mio vissuto, ovviamente non saranno condivise da tutti; nonostante queste siano schiave del tocco multiforme della vita come si presenta per i più: più o meno, con tanta o poca forza, e in diversa misura e in svariate forme, tempi, dimensioni e vettori. Insomma, DIVERSE per tutti quelli che vivono in questa palla chiamata Mondo. E in questa vita chiamata col nostro nome.
Piccoli sorrisi di vetro, muti ti carezzeranno i seni, senza fiatare ti urleranno il nome, sordi ti entreranno il
Ci si asfalta pure l’inchiostro su questa mano stanca... come quando la parola a camminare sfiata il fiato prima di
Il tuo fianco questa notte pacerebbe il più ladro degli sguardi. Ma non è notte e non è... E’ che ti guardo
La sento in bocca e nel sonno, sul divano dell’una, nelle ore di mezzo, e nella pelle stesa allo spago che lega i
Sembrano strade, ma in realtà sono vite che si lasciano dietro vetri e lampioni e scommesse ad insistere perdite per no…
Nelle nostre lacrime, da sole, che mi ripeton prime di non lasciarmi andare su un vascello che se è legno s’è bagnat…
I tuoi passi leggeri nei miei ancora appesi ai tuoi passi di ieri mi lavano anima e sangue dai pensieri più seri e
Lo sento che esplode il silenzio tra il letto e il divano. Lo sento che mancano i piccoli passi e i frastuoni a sapervi
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