Vile
ho sbagliato ancora ho atteso il fiato che non è mai uscito ad ogni carezza ho teso di più il braccio pi&u…
ho sbagliato ancora ho atteso il fiato che non è mai uscito ad ogni carezza ho teso di più il braccio pi&u…
è la stanca vita che mi trascino sono i giorno più tristi quelli che invadono i miei pensieri non uso meta…
interrogo l'orologio ancora.. un ultima volta conto i respiri che separano la follia dall'audacia labile e senza contorn…
adesso mi trovo nello spazio bianco tra le parole spente della mia eloquenza rotto il bastone che mi sosteneva senza lam…
cerco di carpire un pezzo alla volta i granelli del mondo sotto forma di simboli ora chiari ora ermeti sfoglio la mia co…
è una macchia nera sulla tela stracciata combusta denigrata tenuta lontano dalle luci dalle paiette e dai
ora è più difficile guardarti negli occhi oggi è più dura parlarti sereno è un
la mia camera unpo'Bohème i nodi mai sciolti dei miei capelli tolgo le scarpe e mostro al mondo i calzini bucati …
ora la mano è ferma ed i pensieri dalla bocca scivolano al mondo urlo più forte rompo le mie voci insane e…
cerco la piccola risposta ad una domanda infinita lo sguardo sconvolto appeso in alto aspetterò paziente tra
s'è dissolto in un triste vago imago il mio pensiero dalle briglie sciolto s'è mosso un tempo con pesanti …
un poco di tempo lo dedico a te tra la ressa dei miei pensieri scovo le tue lacrime pesanti che solcano le gote un
adesso siamo soli io e te persi nell'incerto cantastorie ubriachi d'illusione zappatori di speranze nel buio vedo meglio…
faccio scorrere lenti i miei giorni raccolgo le mattine le enumero indistinte oramai è l'eco continuo se nel suo …
ho perso un pezzo di fiaba perso per strada tra i sofismi che ho incontrato ora tergiversando invento un finale a volte …
giungo ora a te... finalmente immerso nella notte ti ho sognato ed io mi sono contorto per te.. ora nulla è fantasia ora…
adesso mi siedo sfinito come dopo una corsa mi siedo distrutto batto con fatica e il tic tac è
la bontà più pura nella flebile inconsistente esistenza il fine più nobile è un
tu non esisti.. non puoi! siamo il tuo gregge e come pecore siamo trattati non credo in te.. ora non
volevo scrivere una poesia nell'ebrezza di una sera fredda volevo che una donna fosse stretta a me ad irradiare
siediti... ti racconto la mia storia son nato storpio tra i discoboli ideali la merda e il fango cresciuto tra i
perché sì cupa esci oh mia confida! m'ispiri solo futuro che triste m'appare e perso lo credo ma tu...
scavo raspo erodo dal fondo dei miei pensieri del mio io cerco con il lanternino dell'abbandono la luce più
schiantata su di un masso aguzzo la fiducia agonizzante mi chiama io non rispondo non odo un solo
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