La baia degli arcobaleni
fratello mio, che non mi vedesti tra la nebbia, t'offesi un giorno, ma attendi che la foschia si dissolva, dal profondo
fratello mio, che non mi vedesti tra la nebbia, t'offesi un giorno, ma attendi che la foschia si dissolva, dal profondo
Ti vidi tra lenzuola pregne di lagrime, inerme, guardavo le ali tue ferite... caparbio tu fosti, a rinviar il
Ali forti posseggo ancora, la mia mente traballante sarà ancora il mio fermo timone... la speranza, il mio
Alito di angeli sono le nuvole, soffici gacigli per le loro ali...
Belle modelle, esili giunchi al vento, diafane fate... Belle modelle, giraffe umane sotto le luci, due lustri di gloria
Foglie ingiallite, danzano al vento, brezza pregna di marini ricordi... alberi seminudi, aurore sbiadite, brevi
manùn de vilàn, cour dun berìn, te parlvavet cume un magutt, ma quanta gent te guarii... bastava un
le tue labbra, sulle mie, lingue carpite in sfrenata danza, turbine nell'anima mia...
Onde sonore libraron nell'aere, melodia totale nella campagna, e le chitarre garrirono al vento...
Le nubi funeree all'orizzonte, altro non sono che scampoli di vetriolo, che le anime nostre, han rovesciato al
Tronfi e gonfi, perfettamente agghindati... facili ai compromessi, impettiti e servili... assetati di potere, affamati
Raggi di sole all'orizzonte, miro e immagino oltre l'alba, di vederti ancora sereno nel viso... fratello mio, come
pelle di pesca, baciata dal sole, fragranza per le mie nari... turgidi seni, cuscini per le mie gote, siccome freschi
Turbine nel cuore, sangue che fluttua come spuma, sono note d'eternità, in questo bacio senza fine...
lo vidi un mattutino, e gli sguardi d'alba s'incrociarono, i capelli liberi come salice, la barba incolta di chi ha
Delirio negli occhi vissi, tremor negli arti stanchi, d'esser vittima di liquidi nocivi... alone di santità' ora
Nacqui sereno, crebbi roseo, m'innamorai di lui, fui felice, ma divenni siccome lebbroso... ora fluttuo nella luce con
purgammo l'anima nostra, in questa valle nebulosa, ma tu il sereno eri per me, tra le tempeste quotidiane... ed un
al desìo, nel silenzio dell'alba, lascio il tuo letto caldo, ancor gravido di una notte, dove le anime nostre si
Tu alma està en nueva casa aùn puedo hablar contigo... estoy seguro, tu acuerdas el tiempo pasado tuviste
te siri un omòn gran me una casa cunt un coeur pien de ben... un saco per covrtire, ti con altri fiòl de
Tempeste di grandine, sono dardi per l'anima nostra, noi, poveri umani, che martoriamo il nostro corpo, schiavi di una
Fummo il giornale parlato, anima pura, intrisa di coraggio... Malvoluti dal potere, amati dal popolo, noi, menestrelli e
Ozgarde r'oreda tirro delizdisso mazdeo, mazdorcega vimda te etiore veve... tamona ri vedo bil vitilde umedo it acce
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