Canta, Orfeo!
Quale dolore albergava nel tuo petto poeta e musico valente Orfeo, tu che di Calliope eri figlio e di lei avevi voce ed
Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, riflessivo, sensibile, timido, e ho dovuto combattere tanto per sconfiggere la mia timidezza. Ce l'ho fatta, con l'aiuto della musica, la mia grande passione, oltre alla scrittura; esibirmi in pubblico, cantare e suonare, mi ha aiutato a vincere imbarazzi e paure. All'età di 19 anni il grande trasferimento: Firenze, l'Università, Facoltà di Lettere e Filosofia; la laurea, poi il ritorno giù al sud, e poi il definitivo trasferimento di nuovo a Firenze, dove vivo e lavoro ormai da tanti anni. La mia passione per la poesia è abbastanza recente; avevo scritto qualcosa già da ragazzo, ma ora è completamente tutto cancellato, non c'è più traccia di quello che avevo scritto allora; ho ricominciato all'inizio del nuovo millennio nel quale stiamo vivendo e la mia passione è andata via via crescendo. Non mi sono mai definito un poeta, ma solo una persona alla quale piace mettere sulla carta le proprie sensazioni; le mie composizioni sono spesso autobiografiche, parlano di me, della mia vita, del mio passato, delle mie emozioni, delle mie gioie e delle mie lacrime. Sono molto sensibile ai temi sociali, che tratto spesso nelle mie opere (razzismo, violenza sulle donne e i bambini e in genere sulle persone più deboli della nostra società), e grande parte ha anche l'amore, un amore spesso nostalgico, sentimentale, perché, forse come tanti, tendo a scrivere molto di più nei momenti tristi che in quelli gioiosi della vita.
Quale dolore albergava nel tuo petto poeta e musico valente Orfeo, tu che di Calliope eri figlio e di lei avevi voce ed
Hai fatto di te stessa pane duro da mangiare immerso nel miele ambrato e dolce e nell’aspro e vermiglio capsicum con l…
Volavo un tempo quando la gioia illuminava il mio volto di bambino. Mi alzavo in volo chiudendo gli occhi e
Fiocchi bianchi su rotaie fredde e scure, odore di morte penetra nella pelle, volti scavati nascosti dietro i muri. Gli
Ne ho visti tanti di occhi per la strada, occhi impauriti, occhi con dentro la dolcezza di chi aspetta una
Come rami tesi verso il cielo di alberi spogli in balìa del vento si alzano verso l’amato petto le mani scheletri…
Non disperderò il calore dei vostri abbracci nel freddo di giorni uggiosi e stanchi, non lascerò che i vos…
Chi si ricorderà di questi morti quando spentasi l'eco del clamore, asciugatesi le lacrime vere e false, affidate
Mondato da inutili orpelli di sacrosante battaglie voglio che resti nei miei occhi la luce rossastra di un tramonto sul
Di tanto in tanto riverberi d'azzurro squarciano il grigio soffocante e cupo che avvolge case, cose e
Sottile inqiuetudine pervade la mia anima, ansie irrefrenabili scuotono il mio corpo intorpidito da giorni opachi senza
Spugne marine per cancellare antiche ansie ed inquietudini, mani di legno da stringere per dare forza alle mie dita, fil…
Trascini stancamente il tuo corpo senza età, ti muovi con la lentezza calcolata di chi non deve dar conto del suo
Sorriso spento sulle labbra esangui, sangue vivo sui vestiti laceri, un ultimo sguardo al sole capovolto, il cielo
Per avere te camminerei all'indietro fino a Capo Horn scioglierei le briglie a dodici cavalli bianchi per
Osso di seppia scarnificato dal tempo e dalle onde steso al sole sulla rena morbida e bagnata, retaggio di un tempo che
Ancora riflessi della luce del tuo volto danzano sulle mie palpebre socchiuse, fragoline di bosco rosse e vellutate le
Ci ritroveremo un giorno tra le brume dense di una strada di campagna a percorrere a ritroso i nostri passi
Piango perché adesso non ricordo più come si ride, piango perché vedo i tuoi occhi che mi
Non ti regalerò ori ed argenti, ma mille pensieri di luce e di gioia per asciugare le tue lacrime cocenti e mille
Fiori gialli sparsi sull'asfalto intriso di sangue rosso vivo, sangue di donne pugnalate, sfregiate, violentate,
Lentamente scivola via come i pattini sul ghiaccio, senza scosse, senza sussulti, ma con la fredda indifferenza e
Dormi. Veglierò su di te tenendo le mie mani sui tuoi occhi chiusi perché la luce non li possa
Ho fatto mille giri e corse affannate senza fiato, ho camminato sull'orlo di precipizi senza fine, sono caduto, mi sono
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