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Azione e Guerra 3 aprile 2013 · lettura 4 min · 1930 letture

Squalo

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mirko federici 63 racconti pubblicati
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  Mi trovo al mare dove la macchia è tonda dal vento tagliata è una bella giornata. Ho il potere del volo della forza e dell’ equilibrio. Ma chi sei tu ragazza mia, anche tu hai dei poteri simili ai miei. Li hai copiati o sono i tuoi? Forse te li ho trasmessi io con il mio amore. C’è una veranda, un bar. C’è il mare in burrasca o forse no. Le onde salgono alte. Il mio potere le sovrasta. Ritorna la calma. Gioco sulla spiaggia. Vedo un serfista il mare è agitato. Non andare gli dico c’è una perturbazione nella forza dell’ equilibrio. Lui va lo stesso, non riesco a fermarlo. Cade nell’ acqua subito. Arriva però uno squalo che lo prende per la testa. L’ avevo avvertito. Non riesco a salvarlo. Allora uso il mio potere altero la realtà e sconfiggo lo squalo. Ma credo discontinuità. Qualcuno dovrà pagare in altre storie. C’è una nave, uno scivolo, un garage, una piscina, dove va a giocare mia cugina. Monto sulla nave e la lascio scivolare nel mare. Andiamo a fare una crociera per il mediterraneo. Superiamo le onde. La nave va col potere del pensiero. Schiviamo le altre navi volando e su noi stessi girando. Ci sono le fiere del mare ma ci lasciano andare. Torno alla riva. Mi tuffo non riesco ad andare lontano. Non ne ho la forza. Le onde mi riportano a riva, con mio grande dispiacere. C’è un locale li proprio sul mare. Dove ci sono scaffali. Sotto c’è l’ acqua. Si prende quel che si può. Un rumore profondo ci inquieta. Ci saranno animali? Ci saranno squali? Torniamo in paese. Il mare esplode e si ritira. Una grande forza distruttiva. Rimangono i pesci. Li prendiamo per sopravvivere prima di scappare. Ma tutto finisce e si pensa ad un complotto. Ci chiamano a raccolta. Ci spiegano il trucco. C’è chi ha vinto un premio. Alzo la mano. Mi ribello dall’ alto dei miei poteri, chiedo spiegazioni. Del palco prendo possesso. Uso il mio potere e tolgo lo squilibrio. Ma se c’è equilibrio il mio potere combatte l’ opposto. Le mie mani si muovono. una crea dolore. Ci sono denti aguzzi. Non capisco perchè. Cambio posizione. Unisco le mani e do un pugno sul pavimento. Prendo uno squalo. Lo tiro in alto. Lo libero. Ma è un altro personaggio. Porta lo squalo con se e distrugge ciò che incontra. Mangia tutto. Non sono in grado di fermarlo. C’è un gran dolore. Provo ad usare il mio potere da lontano. Gli lancio una spada tagliente d’ energia. Lo ferisco, ma non abbastanza. Lo squalo viene a cercarmi. Mi rincorre. Scappo. Lottiamo. E’ una guerra impari. Non ho abbastanza forza e lui è armato di denti grandi ed aguzzi ed è veloce e grosso. Stranamente diventa più antropomorfo e riesco a combattere in un modo migliore. Provo a dargli dei calci a tappargli la bocca. Siamo all’ interno di un fabbricato su un fiume. Veniamo sputati fuori. C’è una piscina. Lottiamo ancora. Dando un pugno sul pavimento lo prendo per la pinna lo tiro su di slancio verso una botola che si sfonda e ne esce lo squalo fumante arrabbiato più che mai. Nuota nella piscina sotterranea. Ne vengono altri. Potranno superare le barriere? A volte lo fanno. Intervengono i sistemi di difesa. Li uccidono e si creano nuove barriere. Gli squali non hanno più spazio per muoversi e fare del male.

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
mirko federici

ragioniere, impiegato, musivista, poeta, pittore, scrittore, studente del liceo artistico di Grosseto, ho fatto numerose mostre a Grosseto e provincia ed a Roma. Ho pubblicato diversi libri di poesie e racconti

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