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Amore 3 giugno 2014 · lettura 6 min · 1340 letture

Sulle ali della vita (Capitolo primo)

Giuseppe Boccanfuso 1 racconti pubblicati
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Il mare era calmo e colmo di speranze, il barcone straripava di anime racchiuse in corpi martoriati

dalla fame e stremati dal viaggio, la terra promessa chiusa negli ultimi sacrifici, la vita legata a

stretto braccetto con la sorte, Omar era lì con la sua famiglia di nomadi della vita e delle speranze,           ed intanto l'acqua scarseggiava e già tre erano le persone che si erano arrese alla vita. La sorella di

Omar, Nataline aveva un sogno e teneva stretta fra le braccia la sua speranza, un fratellino di pochi         mesi che oramai era allo stremo delle forze, suo padre Morgan la proteggeva con lo sguardo e la             mamma Maria le teneva la mano in una stretta tenue e priva di forze, l'altro fratello, Jordan cercava         il seno oramai rinsecchito e privo di latte, la resa era vicina, ma forse la sorte, il destino oppure Dio,         avevano deciso che la loro avventura chiamata vita, dovesse ancora proseguire e le coste di                     Lampedusa apparvero come un miraggio e fonte di salvezza. Era un tempo senza tempo, e l'anno è         quello che la storia ricorda nelle date scritte con mano senza cuore, Lampedusa meta di vita,                     traguardo di speranze, certezza del nulla, accatastati come merce avariata i sopravvissuti della               "carretta del mare" si guardavano negli occhi privi di lacrime, Omar figlio di una vita fatta da                        girovaghi guardava sua sorella Nataline che teneva stretto al suo petto l'ultimo dei disperati del                mare, Jordan era più verso Dio che verso una vita fatta di carità ed umiliazioni, Maria con le                        lacrime rimaste stringeva Morgan e tutti insieme verso quel campo senza dignità e senza          amore. Il destino di Omar viaggiava sulla stessa strada di Francesca una ragazza che sognava di              lasciare l'Italia e che amava il suo sogno, i loro destini erano già disegnati da tempo, il foglio bianco          c'era, i colori anche ed il  paesaggio era arrivato su quell'isola, il destino non fa parte della vita ma è       al comtempo vita stessa ed ecco perchè Omar si apprestava a guardare il mondo con occhi diversi o         forse era lo stesso mondo che avrebbe ammirato la sua presenza e Francesca sarebbe stata la sua         isola felice. Nataline era venuta via col suo sogno e col suo sogno si apprestava ad una vita fatta di         elemosine e di proposte indecenti, Maria, la madre cercava dignità e pane per sfamare i suoi cari,             Morgan un lavoro che non avrebbe avuto ed il piccolo Jordan un seno dove potersi sfamare. La vita           era da vivere perchè oramai si era sopravvissuti al mare, ma la durezza delle parole era più forte             della fame e dell'onestà, per le strade di Lampedusa Nataline cercava il suo sogno in pochi spiccioli,         mentre Omar ad un semaforo  verde vide Francesca ed i loro occhi si persero per sempre nello stesso istante in cui si videro. Il               rosso tolse il sorriso ai ragazzi, l'auto si allontanò dentro una scia di fumo e di di desiderio, Francesca       sarebbe stata la manna dal cielo, Omar avrebbe visto finalmente la luce e forse una nuova storia             sarebbe nata sui fogli bianchi della vita. Maria nel frattempo cercò di trovare un posto dove riposare         con la famiglia ed un vecchio albergo prese i suoi ultimi rispiarmi per poche notti, mentre Morgan era         in cerca di decoro e di lavoro ed il piccolo Jordan finalmente riuscì ad avere un pò di latte. La storia           narra, il tempo ricorda, il destino unisce allo stesso modo di come separa ma Omar e Francesca                 avevano intrapreso il loro viaggio su strade diverse che all'incrocio della vita li avrebbe uniti,                     nell'attesa il tempo donava nuovi anni e nuove stagioni, ma loro due oramai erano destinati in                 un'unica strada, inevitabile che la prossima fermata sarebbe stato l'amore ed in un caldo mattino di         agosto Omar, in una pausa di lavoro, era diventato carpentiere in un cantiere edile che lo pagava             quattro soldi ed un pranzo caldo, incontrò nuovamente quegli occhi che gli avevano penetrato il               cuore e che avevano donato un senso alla sua vita, Francesca era lì a due passi da un bacio che li           avrebbe portati in sogni diversi, Omar una casa ed una dignità nuova, Francesca due cuori ed una           capanna.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Giuseppe Boccanfuso

Mi chiamo Giuseppe e sono nato a Napoli in un caldo mattino del 24 agosto 1962.......scrivo per diletto da quando avevo 13 anni........ed ora sono un tutt'uno con la poesia e le sue emozioni, il resto?????.........è la vita che scorre piano con le sue gioie ed i suoi dolori.

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