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Spiritualità 1 marzo 2015 · lettura 3 min · 1565 letture

Alle porte del paradiso

Pagu 35 racconti pubblicati
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Dopo aver attraversato monti e pianure arrivai davanti al bianco portone purtroppo chiuso.

C'era un bel gruppetto di gente in attesa da non si sa quanto tempo.

Eravamo lì, ammassati e confusi quando, come in tutte le file che si rispettino, due distinti signori poco più avanti si misero a litigare.

"Precedenza a me, caro signore", disse quello più robusto dai folti capelli e dalla lunga barba entrambi bianchi, come neve appena caduta dal cielo.

"Precedenza a lei? E per quale motivo?" chiese l'altro, dall'aspetto sciupato, magro e molto provato.

Chissà perché entrambi mi ricordavano persone che avevo incontrato nel mio viaggio durato una vita.

"Precedenza a me, perché ho fatto cose che hanno giovato all'intera umanità. Il mio viso e la barba sono stati dipinti e fotografati da tanti artisti. Ho ricevuto centinaia di premi. Il mondo che abbiamo lasciato è più bello e gioioso grazie alla mia musica. Le sinfonie che ho scritto sposeranno l'eternità e mi faranno ricordare. Lei, invece, che cosa ha fatto per non cadere nell'oblio?"

"Io non ho fatto nulla di eclatante se non vivere la mia vita con dignità e rispetto verso gli altri. Ho studiato e lavorato, mi sono sposato e ho avuto una bella famiglia. Non c'era Natale o Pasqua che non ringraziassi il Signore di tutto questo. La vita avrebbe potuto essere più lunga, ma non mi lamento, visto che è stata felice. Gli ultimi tempi ho sofferto di una brutta malattia. Dimagrii molto, diventando quasi un'ombra, ma in tutti i momenti di sofferenza i miei cari sono stati vicini e grazie a loro il passaggio è stato meno doloroso. Lei ha avuto una famiglia? Ha voluto bene agli altri per meritare la precedenza?"

"Io ho amato l'arte e le assicuro che non avevo tempo e forza per altro amore".

"Non credo sia sufficiente".

"Ma chi è lei per valutarmi? Con la musica io ho amato il mondo e l'uomo. Quindi la smetta di guardarmi così. Non deve essere lei il giudice in questo posto e soprattutto di fronte al bianco portone".

"Non sto giudicando, ma non sopporto chi si sente superiore. Io ho donato vita al mondo, lei no e non spinga, per favore".

"Non ho donato vita, ma l'ho illuminata e quindi dia la precedenza a me che rappresento l'arte".

La zuffa continuò finché la sveglia del mattino non iniziò a suonare.

Aprii gli occhi sorridendo per lo strano sogno. Quasi ero affranto per il risveglio, mi sarebbe piaciuto vedere la fine di quel particolare litigio.

In realtà ricordavo perfettamente i due signori.

Li avevo incontrati la sera prima in fila al teatro Paradiso e anche lì stavano litigando per un posto in platea erroneamente assegnato a entrambi.

Che fosse un sogno premonitore?

Mi dovevo aspettare file e litigi anche in Paradiso, nel caso Lui mi avesse voluto accanto?

Forse l'Inferno sarebbe stato più tranquillo e sicuramente nessuno avrebbe spinto per entrarvi.

O sbaglio...

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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Ottimi tempi di battuta, dialoghi e immagini (Cristiano De Marchi)

perfette. Elogio! Ciao! (Cristiano De Marchi)

bel racconto. saluti (Rosita Bottigliero)

Storia gradita e ben articolata, nel messaggio! (Galante Arcangelo)

Commenti (3)

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Rosita Bottigliero2 marzo 2015

Mi ha ricordato 'a livella del grande Antonio de Curtis, Totò... Il volere ad ogni costo primeggiare ed essere l'unico... Un racconto meditativo e in certi aspetti reale. Complimenti

Galante Arcangelo16 maggio 2018

Non c’è che dire: è una bella pubblicazione, la quale, si fa leggere velocemente, fino in fondo, giacché appare scritta bene, con uno stile lineare e un filo conduttore logico, al di là del proprio contenuto surreale.
La storia è ben congegnata e, forse, per quel che conta il parere mio, potrebbe preludere a un racconto più consistente, perché la bravura dell’autore, ben si presta a generare attesa e curiosità, pure se la conclusione è già stata resa ufficiale.
Comunque sia, lascio i meritati complimenti allo scrittore, il quale ci ha offerto un’originale narrazione, con spunti di curiosità spirituale e domande a carattere logico, interessanti, volte ad arricchire i ragionamenti, inerenti la dinamica dello scenario descritto. Piaciuto!

Stefana Pieretti5 agosto 2018

bello e piacevole racconto <br/> che incuriosisce fino all’ultima riga <br/> lasciando la sorpresa di non sapere <br/> chi erano i due personaggi <br/> ma, pensandoci si possono <br/> identificare in molti di noi <br/> e certo alla porta dell’inferno <br/> non penso si desideri la precedenza. <br/> bella e ben scritta <br/> i miei elogi!