L'uovo magico
Pasqui Lettieri
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Mi nutrivo di bacche selvatiche sulla giostra
delle meraviglie.
Mulinavo la ruota dell’ anima come i giri
innocenti della trottola dell’ infanzia.
Avevo da poco raggiunto gli anni
dell’ andare, e pochi mesi oltre.
Le bacche rosse erano piene di sogni.
Le ingoiavo con una tale avidità che ogni
sognare appariva reale al gusto della mia piccola
anima.
Crebbi sognando piccoli acini di melograno nel
villaggio della fantasia.
Ogni albero di frutto era un dono, ogni pianta
un'affezionata compagna.
Ogni fiore partorito da esse un figlio speciale.
L’ odore della loro nascita si espandeva
nell’ Eden dell’ irrazionale logica della
comprensione.
Amavo ...!
Che mi succede,
il cuore esplode come una stella gonfia.
E' saturo di combustibile...
Scoppia tra mille atomi di luce.
E' una stella che finisce.
No!
E' una stella che si espande.
E' ricco d'amore
grazie a Dio.
Ciascun albero, nella solitudine mi donava un frutto prelibato. Un nuovo pensiero nasceva insieme ai pioli di una scala che inconsapevole raggiungeva il cielo, quale, accostava ogni stella pulsante dal celeste colore al mio piccolo cuore. Mi accarezzava gli astri. Ero un tutto nel momento sempre ultimo del firmamento. Geloso del provare sensazioni di benessere spirituale nel regno di una affettività negata o generata da avi pochi propensi a carezze e strette. Navigavo ... Sognavo labbra rosse rossettate. Per fortuna c'erano pacche sulle spalle: “ Messaggi atavici che dal pozzo senza acqua salivano nella mente: " Tutto va bene ! " “ Spaziavo per i cieli pieno di pensieri con aerei di carta creati ad arte con sportelli aperti per eventuali fughe indossando il paracadute. Lo so a cosa state pensando ... L'amore mai mi ha fatto paura
Attraversavo l’ ignoto cielo della solitudine del momento del tempo grigio senza sole che non colorava il tutto. Ero appena un adoloscente con le prime piume sul corpo, non avevo ancora le ali, mi misuravo in voli pindarici senza conoscenza o cartezze delle carte topografiche emotive di un orizzonte sconosciuto. Volavo senza ali, spesso cadevo nel vortice del mai raggiungere il vero disastro, lo schianto! Mi svegliavo nella notte tra i flutti umidi dello svuotamento della vescica. La preoccupazione massima era il risveglio, questo, era sempre accompagnato dalle grida di mia Madre che mi giurava che alla prossima, se l’ avrei fatta di nuovo mi attendeva di ingoiare un brodino con la coda del topo che rosicchiava nella stalla adibita a cucina con poco mobilio munita di un fornello vecchio e pendole d'allumino consumate. Abitavo allora in un basso. Qualcuno, in una canzone famosa li chiamava reggia.
Un qualcosa che non volevo assolutamente conocere e farlo mio. Mi rattristava tanto quel luogo. Tra il grigio di un mondo che a stento badava a se stesso in quell’epoca crebbi tra scorpioni che si nascondevano alla luce del giorno sotto porte di legno vecchio nel regno del palazzo magico del castello abbandonato, e di gabbie di legno fatte apposite per galline che covavano occhi di sole che non si sa come entravano attraverso la loro bocca o becco e fuoriusciva espulsi attraverso l’ ultimo tratto del loro corpo coperto da calde, mille piume bianche. Gli occhi del sole uscivano fuori alla luce del giorno rinchiusi nel guscio bianco dell'uovo colorati da un giallo possente colore Che meraviglia la natura ... Piccoli occhi di soli li chiamavo, figli di un padre che dell’ alto nutriva la specie umana con affetto e con il massimo calore. Non esiste nulla che non si può dipingere con i colori dell'irrazionale illogica regola umana. Si possono dare nuovi nomi alle cose, viaggiare in dimensioni sconosciute, incontrare creature meravigliose, giocare con gnomi nel bosco, e persino indossare il cappello fatto a punta delle fate tenendo stretto nella mano la bacchetta magica dei desideri. Tutto si può se si devia da binari precostituiti per farci raggiungere il niente. Che mi succede, il cuore esplode come una stella gonfia. E' saturo di combustibile... Scoppia tra mille atomi di luce. E' una stella che finisce. No, E' una stella che si espande. E' ricco d'amore grazie a Dio.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasqui Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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