Essere o non essere?
Essere o non essere?
Qual è il problema? Mah..! Io penso che questo sia un falso problema e che addirittura il problema non esista. Da un punto di vista logico, razionale ed umano, quando un individuo muore potrà sopravvivere nella memoria dei suoi discendenti ed a lungo in quella dei posteri se ha fatto grandi cose sia nel bene che nel male. Dopo di che questo ricordo umano finirà con l’ estinzione nell’ universo della specie umana. Non ci rimane altro che credere, con la fede, che ogni l’ individuo dopo la sua morte vivrà nel ricordo di Dio e si ricongiungerà con l’ anima direttamente a Lui. Ma, eliminata anche la seconda ipotesi, non ci resta che pensare che un uomo quando muore è come se non fosse mai esistito per cui “ l’ essere” ed “ il non essere “ coincidono perfettamente ed il dubbio amletico non ha ragione di esistere. L’ essere che è un continuo “ divenire” (cambiamento) ed il “ divenire “ (che include” il non essere") rappresentano e si fondono in un'unica realtà.
Ho vissuto la mia infanzia, la mia adolescenza, e parte della mia gioventù, represso ed appartato. Poi circostanze favorevoli sopravvenute e soprattutto un grande desiderio di amore hanno stappato la bottiglia ed è venuta fuori con la spuma frizzante la mia gioia di vivere con gli altri, la mia musica, la mia poesia,
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Yes, yes! Where is the problem? (Antonio Terracciano)
Commenti (1)
Un dilemma che quando verrà costatato non potremmo più replicare, essere o non essere dentro un vivere che fa la differenza, ricordati oppure dimenticati siamo esistiti e il divenire sarà la sospresa per tutti, oppure ci trasformeremo in energia e allora si volerà oltre la fantasia e l'essere diventerà luce...

