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Sociale e Cronaca 3 maggio 2016 · lettura 5 min · 1234 letture

Il tema di Nolan

Davide Ghiorsi 6 racconti pubblicati
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Jim: Prego Nolan, dopo di te.
Nolan: Grazie.
Jim: Accomodati pure, un wisky?
Nolan: No grazie, Jim, lo sai che sono quasi astemio, il wisky poi mi rimane pesante, mi fa bruciare lo stomaco, preferirei un’ aranciata.
Jim: Nolan, no dico, ma cosa credi che penserebbe la gente se vedesse il ministro della difesa Nolan Van Der Schrorter che beve aranciata? Wisky! !!
Nolan: Và bene! Wisky! (fra se), tanto è impossibile contraddirti.
Jim: E poi scusa, dobbiamo brindare no?
Nolan: Certo, ho saputo che la Banca degli arditi ti ha concesso finalmente quel famoso finanziamento che stavi aspettando.
Jim: Nolan, ci ha concesso quel famoso finanziamento che stavamo aspettando. Ci ha concesso, perché ti dispiace?
Nolan: Ma no certo, che discorsi, è fuori di discussione che sono felice per come sono andate le cose, adesso avrai…
Jim: Avremo! !!
Nolan: Sì, avremo, una bella montagna di soldi a disposizione, hai già pensato come impegnarli?
Jim: Innanzi tutto finanzieremo la nostra industria bellica affinchè produca un bel lotto di armi da immettere subito sul mercato… perché i prodotti vanno subito venduti.
Nolan: Hai già idea di chi potrebbe essere interessato?
Jim: Beh, sei tu il ministro della difesa, o dell’ attacco, quindi vendere armi è compito tuo.
Nolan: Ah certo, beh i paesi dell’ area meridionale, sono da alcuni mesi in guerra con quelli dell’ area settentrionale. Entrambi i governi, aspettano solo di sapere quando incomincerà la nostra produzione e che prezzo gli faremo, per comprarne in quantità.
Jim: Molto, molto bene, facciamogli pure un buon prezzo, Nolan, sai che quei paesi non hanno molta disponibilità di denaro, altrimenti rischiamo che saltino gli affari.
Nolan: Che buffi quei governi, hanno le popolazioni che muoiono di fame e quei pochi soldi che hanno, li investono per comprare armi.
Jim: Già, meno male che esistono, e che qualcuno li istruisce.
Poi coi soldi rimasti dal finanziamento e con quelli guadagnati dalla vendita delle armi, potremo procedere alla costruzione dei missili “ Goodbye Maria”. 
Ho diversi nuovi progetti dei miei ingegneri lì nel cassetto.
Nolan: Ma… Jim… un attimo… non sapevo che parlassi sul serio riguardo a quei missili
Jim: Beh ora lo sai! 
La vendita di quei missili, quando saranno pronti, ci frutterà una valanga di denaro.
Nolan: Ma… andranno prima provati, testati, lo sai il potenziale inquinante che possiedono.
Jim: E chi se ne frega Nolan!!! 
Faremo gli esperimenti dall’ altra parte del globo, magari in mare.
Quando saranno ufficialmente pronti, dichiareremo guerra a qualche paese “ antipatico”, per provarli e fargli fare quindi un po’ di vetrina… capisci?
Nolan: Jim, senti, io ci penserei bene, prima di tutto i test di quei missili inquinerebbero il pianeta in maniera devastante, e seconda cosa, dichiarare addirittura guerra ad un altro stato… e con che motivazione poi? Non credo che l’ opinione pubblica la prenderebbe tanto bene.
Jim: Nolan, Nolan, Nolan, la motivazione, non devi trovarla domani mattina, hai un po’ di tempo per studiartela.
Nolan: Io???
Jim: Certo, tu sei stipendiato dal governo, quindi devi fare quello che il governo ti chiede.
Non è difficile, l’ importante è che alla gente, questa guerra appaia necessaria, e poi, lo sai che per la gente l’ importante è avere il calcio la domenica, tutto il resto lo dimentica in fretta.
Nolan: Qualcuno… potrebbe obiettare sui giornali, i tuoi avversari politici… almeno loro…
Jim: Ho una schiera di avvocati pronti a sbranare chiunque abbia il coraggio di muovermi anche la più piccola critica pubblica, avversari o amici che siano.
Nolan: Jim… io… non credo di sentirmela.
Jim: Piantala Nolan, non sei più un bambino, e poi, in questo momento il sistema ti chiede questo, fallo e basta! 
Adesso scusami, ma devo organizzare la conferenza di questa sera.

Nolan: Troppe volte il dover vivere ci porta inevitabilmente a violentare il nostro essere; e siamo costretti ad adeguarci, prigionieri del sistema, al quale dobbiamo correre dietro anche se i suoi stessi ingranaggi ci stritolano ogni giorno.
Ma siamo uomini… siamo deboli e non abbiamo né il coraggio, né la forza di ribellarci; ed anche se tutto questo modo di vivere ci fa schifo dobbiamo comunque ingoiarlo. E farlo nostro.
E allora… il cuore se ne vola altrove, dove l’ aria è ancora limpida, dove amore non si mendica, dove il silenzio non è in vendita.
E da uomini che eravamo, ci trasformiamo in manichini, vuoti, capaci soltanto… di dire sempre sì.

L’ ultima volta che lo vidi,
mi colpiron le sue mani,
che eran calli sanguinanti,
che eran ossa per i cani.
L’ ultima volta che lo vidi,
mi colpirono i suoi occhi,
che eran lacrime notturne,
che eran pane per gli sciocchi.
L’ ultima volta che lo vidi,
mi colpì la sua stanchezza,
che era voglia di partire,
come un ramo che si spezza
L’ ultima volta che lo vidi,
eran spalle nell’ ingresso,
che svanendo cancellavan,
dallo specchio il mio riflesso…

Così da allora, il Nolan Van Der Shrorter uomo, se ne è andato per sempre, lasciando su questa terra il Nolan Van Der Shrorter manichino, che dice sempre sì.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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