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Biografie e Diari 15 gennaio 2017 · lettura 4 min · 1096 letture

San Silvestro I

Matteo Bio Matteucci 147 racconti pubblicati
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La coca in fresco e il forno caldo, a breve l’ odor di pizza avrebbe riempito ogni angolo, ogni istante di questa notte di fine anno. Una notte come le altre, nulla di speciale.
In lontananza, ogni tanto si sentivano i primi bischeri che preda a demenza giovanile, facevano esplodere ordigni rudimentali, un paio talmenti forti che fecero tremare i vetri.
La legna del camino ardeva bene, un bel rosso vivo. Atmosfera perfetta per starmene per conto mio e placare gli ultimi demoni. La tavola apparecchiata per uno.
Il cane aveva già cenato, i serpenti se ne stavano sotto la luce rossa ed i pesci tropicali danzavano come bandiere nel vento.
Attimi al paradiso.
Non avevo voglia di uscire, poi tanto dove sarei andato da solo? In qualche piazza a darsi spallate, ritti come birilli, pestarsi i piedi, tutto contornato da fiatelle alcoliche, puzzi vari e diversi e scene da cottolandia?
No, grazie.
C’ era una festa dalla cara vecchia Fenzi, ma ci avrei trovato vecchi rancori e facce che mai avrei sopportato questa sera. Mi ero già rollato uno spino e mi godevo il dolce profumo di legna, della musica sparata a mille decibel. La sorella era in montagna con marito e prole, i genitori ben riposti nei loro loculi. Amici diventati rari come le vergini.
La donna che fino a due mesi fa mi girava intorno come un elettrone era diventata invisibile.
Sarà anche lei riposta in qualche urna o in un angolo a meditare? Non lo so e sinceramente non me ne frega nulla. Dette l’ ennesima prova di essere arida come un campo d’ agosto, pace all’ anima mia.
Decisi di spegnere lo smartphone... ma una telefonata inaspettata irruppe con prepotenza.
Curiosità docet, sperando non fosse la Bea o qualche altro fantasma.
Era Sergio, amico di vecchissima data.
" Oh secco cosa fai? " mi chiese fra il rumore assordante dei Led Zeppelin.
" Schifo" risposi Sè.
" Bono vai, fra poco son da te " replicò.
Per un attimo mi sentii pervardere da una sensazione di disagio.
Un’ ondata di letame caldo fra le scapole che colando verso i lombi, mi avrebbe dato la verve necessaria per cadere faccia al pavimento, mi ci mancava giusto Sergio per chiudere ‘ sto anno.
Guardai il cane quasi con una punta d’ invidia. “ Beata te Piuma, amico a 4 zampe”.
Misi la pizza in forno, avevo fame e conoscendo la celerità del mio amico redivivo, potevo pure fare la maratona di New York su una gamba sola, avrei avuto ancora tempo.
Verso le 22 e rotti, il citofono gracchiò.
Da basso: " Gnamooooooooo secco, vestiti e scendi c’è una festa da Rababara, daaaaaai ".
Buttai gli occhi al cielo, sperando in un infarto fulmineo, una mazzata fra capo e collo, un evento spaziale risolutivo.
Nada.
Sbirciai fuori di finestra, era venuto in camper, volevo morire sul colpo, c’ era pure Michela, porco zio, di bene in meglio.
Feci il giro della casa per sincerarmi fosse tutto a posto, sistemai gli alari e misi i piatti nel lavello.
Passai dal bagno per lavarmi i denti e darmi un po’ di gel in questa foresta di carciofi.
La misè era già pronta: mimetica, maglietta celeste e felpa.
Presi lo zaino, salutai il cane e chiusi la porta.
Uscito dal cancellino, Michelina mi si fiondò alla gola, tipo pitbull.
Baci, abbracci, pizzicotti, mi toccò pure il sedere, era già bella aliticcia.
Prima di salire sul mezzo meccanico, invocai le valkirie di portarmi via, ahimè senza successo.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Matteo Bio Matteucci

Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra

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