Extra Terrestre IV
Nell’ aria il profumo di patatine fritte, crocchette di pollo, prosciutto cotto, salsa verde e ketchup.
Guardavo le foto ai fulmini, aspettando che aprisse gli occhi.
"Ma dove siamo dentro un cucina? blaterò con i sensi ancora ovattati.
"Stavi dormendo, prendi quello che vuoi, mangia con calma, buon appettito ".
Guardò prima me poi il vassoio e si mise a piangere, le asciugai le lacrime con il dorso della mano, mi venne istintivo, senza malizia.
Tirai fuori la cassa bluetooth mettendo su della buona musica, ci voleva.
Mangiava piano, come se volesse farlo durare di più, fra un morso di panino ed un sorso di Coca mi chiese: " Posso sapere come fai di nome e perchè tutto questo? "
Risposi senza girarci intorno, tanto la maggior parte delle persone capisce quello che vuole, inutile perdersi fra mille parole, quando ne basta una decina.
"Vederti in mezzo al diluvio, sola, mi ha ricordato me, volevo darti almeno un ombrello. Nessuno venne a darmi un passaggio quando ero io al tuo posto. Poi comunque mangiare soli fa male. Mi chiamo Matteo."
Fece un mezzo sorriso, la sua curiosità non fu appagata, ma non c’ era altro da capire.
La cena fu accompagnata da molte domande e risposte, sorrisi e battute, ironia e fazzoletti.
Faceva una vitaccia, una bimba piccola, tanti problemi, ma con forza e orgoglio da vendere.
Si stava confidando e aprendo, aveva bisogno di una persona che la ascoltasse semza giudizi.
Le piacevano i Police, Queen, Pink Floyd e le canzoni di un certo spessore, le feci ascoltare la Chill Out, senza successo.
Sbadigliava come un mantice, si vedeva bene quanto fosse stanca.
Scesi per buttare via il sacchetto, pioveva ancora molto forte ed in lontananza tuoni e fulmini... perfetto.
"Si sta facendo mezzanotte, prima che la macchina si trasformi in zucca o tu t’ addormenti sbavando tipo boxer, vorrei portarti a casa " le dissi mentre mi asciugavo gli occhiali.
Cominciò a ridere, una risata stridula, sembrava il verso di un criceto.
Fatte poche decine di metri, ricadde fra le braccia di morfeo.
" Questa dormirebbe pure in piedi "...dissi beffardo.
" Matteo vuoi vedere Whiskey? " mi chiese, ma si riaddormentò all’istante.
Era tutta imbacuccata nella coperta, assonnata e poco presente, tanto che sulle prime, non le detti molta credibilità.
" Allora, lo vuoi conoscere Whiskey o no? " mi richiese.
"Certo volentieri, vado pazzo per i cani, tanto mal che vada mi morde".
Parcheggiai, la strada era allagata, la presi in braccio perchè si era addormentata un’altra volta.
Avesse preso l’autobus si sarebbe svegliata al deposito.
Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra
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