My fair Lady
Lei Diana è una bella ragazza molto fine, dai lineamenti anglosassoni, molto somigliante proprio a Lady Diana, di buona famiglia, e frequenta l’ ambiente bene della città di Napoli. E’ un insegnante molto diligente e preparata ed insegna letteratura italiana ad una scuola media nella Napoli bene. Ama la musica, la poesia, insomma è una persona colta. Gennaro invece è un coltivatore di fiori, un vivaista nell’ agro grumese, è un giovane e simpatico pensionato, ex aviere che non ha mai volato. Si incontrano ad una festa dove lui ha curato l’ addobbo floreale, e si innamorano. Ma a Diana piace molto il ballo, la minigonna corta, e l’ ambiente un po’ effimero e frivolo della città. Gennaro freme e dice: “ se mi vuoi veramente bene, dobbiamo trasferirci a Grumo dove si respira l’ aria sana di paese. Lei accetta e diventa insegnante in una scuola media do Grumo, dove attira per le sue doti l’ attenzione e l’ invidia dei suoi colleghi professori. Per migliorare le relazioni con alunni e professori lei prende lezione di dialetto grumese e pian piano questa diventa la sua seconda lingua che le permetterà di capire anche le preghiere del suo parroco. Però non ha interrotto i legami con la città, e spesso si unisce ad una compagnia di amici napoletani il cui animatore è un certo Antonio che preso anche lui un po’ dal suo fascino, cerca di convincerla a trasferirsi di nuovo a Napoli, per ritornare a divertirsi tutti insieme come ai vecchi tempi. Gennaro alla fine preso dalla gelosia le chiede: “ ma tu, mi vuoi veramente bene? “ Lei, ci pensa un attimo su e risponde: “ si, ti voglio veramente bene, anzi ci dobbiamo sposare subito, e voglio restare qui a Grumo. Al loro matrimonio partecipano tutti i loro amici venuti anche da Napoli. Diana poi anche lei va in pensione e nella scena finale si vede Diana che con i guanti, stivaloni, paletta e forbici, in un capannone pieno di ogni specie di piante, aiuta Gennaro nella piccola azienda- vivaio di famiglia e si iscrive anche alla coldiretti. FINE
Ho vissuto la mia infanzia, la mia adolescenza, e parte della mia gioventù, represso ed appartato. Poi circostanze favorevoli sopravvenute e soprattutto un grande desiderio di amore hanno stappato la bottiglia ed è venuta fuori con la spuma frizzante la mia gioia di vivere con gli altri, la mia musica, la mia poesia,
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Una simpatica parodia. Divertente quel FINE! (Silvana Poccioni)
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