Fantasmi della mente (poesia in prosa)
Venite fuori una buona volta, fantasmi ostinati della mia mente, mostratevi nudi alla vista, non rimanete celati, parlate, e siano limpide e chiare le voci, irriverenti se occorre, impudenti, sfacciate.
E tu spogliati una buona volta, anima imbelle, dei mille costumi di scena usurati dal tempo, che incolli al tuo corpo come il serpente la pelle.
Respirare bisogna, uscire dal carcere scuro, liberarsi di quelle divise che annullano agli occhi dell'altro ll'immagine vera del nostro io più profondo.
E se i passi non bastano a farci fuggire lontano, bisogna incollarsi alla schiena due ali di cera, librarsi nell'aria, tendere in alto come frecce scoccate da un arco, provare l’ ebbrezza del libero volo, l'ardire di giungere al sommo del cielo, lasciarsi bruciare nel corpo e nel cuore dal fuoco d'amore... e poi - cosa importa alla fine?- lasciare che il sole le sciolga.
La Poesia è per me una passione, un desiderio, un modo di conoscermi e di specchiarmi nel più profondo del mio essere (cosa non facile). La Poesia mi consola, mi aiuta, mi salva, spesso, dalla vita e dalla sua prosa dura e sconnessa. La Poesia è la parte più vera e sincera di me e io la offro a chi vorrà conoscerla e c
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Questa poi, se tradotta in francese sembrerebbe (Antonio Terracciano)
davvero scritta da Baudelaire! (Antonio Terracciano)
io sono compaesano di Luigi Pirandello, perciò (Giuseppe Vullo)
apprezzo questa poesia. (Giuseppe Vullo)
Commenti (0)
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
