Jescie
Pasquale Lettieri
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Jescie sole, bagna e ‘ cuore, schiatto o’ malè e tuttò ò mundo. Fatti strada dinta a’ sti nuvolè, appicce’ ‘ a luce e stà citta‘. Jescie ambresso è troppè scuro, nun se vede n’à lucella e nemmena n’à fiammella. Jescie, jescie ‘ e appiccia ‘ à luce, dacce ammore dinte’ è core, bagna ‘ e strade e pure’ e vicoli. Simme muorti nun o’ viro, dacci a vita, chella vera, chella doce, chella vita c’à speramme, chella ca’ nun appartena à morte.
jescie sole, chiano chiano, appiccia è core e’ pure e strade e stà città. Ti imploramme... jescie sole ‘ a dinto ‘ o core ‘ e chistu cielo accussì belle dacci pace, dacce ammore!
Il cuore in gola.
Non mangiai le ossa del nobile sentimento che il tempo aveva depositato sul tavolo della mensa per nutrirmi. Certo, tutto era apparecchiato a dovere, posate d’argento e bicchieri di cristallo...
Seduto e guardingo, sputai le ultime pietanze: ossa di coniglio, di pollo, fragole, melograni, resti di pizza, fette di anguria colorata di rosso vivo, come il globulo del sangue di ogni creatura su questa terra; Con un colpo di gola preciso, mandai giù dalla finestra della bocca il tutto, vomitando l’ maro, l ‘ indigesto cibo nel buco oscura dell’ ignoto,: saitella! Venni messo alla porta dalla matrona di casa, mi disse che non era un atteggiamento nobile sputare la carne del sentimento in presenza di ospiti; Certo, non era elegante farlo, ma i rigurgidi erano insopportabili per lo stomaco.
Passai dopo, una serena sera sotto la luce di una luna dalla circonferenza perfetta, illuminava, riscaldava ogni angolo di strada, le luci ‘a Mergellina erano perfette per passaggiare di sera vicino al mare con il suo rumorare ninnananne. Intrecciato da rami l’anima mia, con foglie autunnali colorate di giallo e di rosso rubate al vento, che, impetuoso, rumoroso, scuoteva i tronchi degli alberi, bagnata da una pioggia incessante che ammorbidiva il sentimento di qualsiasi creatura, e persino di ogni piaga sanata da tempo, era balsamo l’acqua tra le soffuse luci che illuminavano la strada... La pioggia lava i basoli, pulisce e scorre via.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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