L’albero di pruno
Hanno tagliato l’albero. L’albero a lato della mia porta a Baucina. Era un pruno selvatico. Si ergeva maestoso sino al balcone della mia stanza, al secondo piano. La sera era tutto un cinguettio, un fremito, un battito d’ali. Centinaia di uccellini prendevano posto tra i suoi rami, per passargli la notte e coccolarmi col loro dolce dondolio, ondeggiando a lume di stelle. Era cresciuto troppo, questa era la sua colpa! Era nato come un alberello di veduta. Doveva restare piccolo, con i rami striminziti, qualche pruno qua e là,com’era successo con gli altri."Quell’albero ruba la vista!" Si lamentava qualcuno."Con le sue radici smuove il pavimento interno!" Diceva un altro. Va tagliato! Io dicevo: No. Nessuno lo tocchi! Ma un giorno che non c’ero, hanno fatto il loro sporco lavoro. L’ hanno tagliato. Tra le mani mi è rimasto solo un tronchetto, che ancora conservo. La casa aveva perso la sua poesia, la sua forza d’essere, le sue radici al sole. Disegno realizzato da mio marito Mimmo.
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