Rinnegato
Beato chi si siede a tavola tre volte al giorno, con colazione, pranzo e cena, senza mai interrogarsi sul privilegio di farlo.
Beato chi, nei tempi delle vacche grasse, getta via il cibo a piene mani, dimenticando che il tempo delle vacche magre non avvisa prima di arrivare.
Beati coloro che hanno tutto e voltano le spalle ai più bisognosi, convinti che la miseria sia sempre colpa di qualcun altro.
Beato il povero che, per colpa di un regime affamatore, rovista tra gli avanzi pur di nutrirsi, e viene persino ringraziato per la sua pazienza.
Beati i paesi e i politici che continuano a succhiare il sangue di una nazione in disgrazia, senza mai sporcarsi le mani con la sofferenza dei propri cittadini.
Beate le famiglie e gli amici che, unendo le forze, si sostengono a vicenda, raccogliendo chi è rimasto indietro quando lo Stato ha deciso di voltarsi dall’ altra parte.
Beati i cittadini che, pur senza lavoro e con poco da mangiare, continuano ad applaudire il socialismo del XXI secolo, come se l’ applauso potesse riempire lo stomaco.
Beati tutti coloro che ancora credono alle promesse a basso costo dei governi populisti, vendute a rate e mai consegnate.
Beati quelli che credono ancora nel Chapulí n Colorado, convinti che un eroe comico possa salvare ciò che la realtà ha distrutto.
Beati i cittadini con the balls well put che rischiano la vita per liberarsi dal regime che li opprime, mentre altri li osservano da lontano, comodamente indignati.
Beato chi ha occhi per vedere e conserva ancora un cuore capace di commuoversi, nonostante l’ assuefazione generale all’ orrore.
Beato chi, ogni giorno, nonostante la propria disgrazia, trova una parola di conforto e non abbandona né la famiglia né gli amici nei tempi dello sconforto.
Beato chi leggerà queste righe e se ne farà beffe, perché così dimostrerà di avere un cervello pieno d’ aria fritta e una coscienza ben riparata.
Beati i lettori che, senza interrogarsi sulla follia di chi scrive, arrivano fino in fondo senza riconoscere il sarcasmo e la ribellione qui esposti.
Beato… chi ancora riesce a chiamare tutto questo normalità.
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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