Basta solo aspettare?
L’ impotenza e la disperazione si fanno lacrime e poi rabbia.
Il cittadino comune sente l’ ideologia insinuarsi come un veleno sottile che avvelena l’ aria, invade ogni spazio della vita e lascia soltanto il desiderio di rifugiarsi in un luogo dove nessuno possa raggiungerlo.
Col tempo arriva l’ abbandono, un silenzio pesante… Non più voci che accompagnano, non più parole che confortano, non più spalle a cui aggrapparsi. Tutto si è spezzato.
Regnano il caos, la scarsità, le notti insonni e soprattutto la paura. Paura di parlare liberamente, paura di pensare in modo diverso, paura di quel bussare improvviso che può cambiare tutto.
Molti sono fuggiti in cerca di un’ aria più pulita. Chi resta si rinchiude nei propri spazi, difendendo con tenacia quel poco che ancora possiede.
Gli altri, da tempo, vivono ipnotizzati da un’ ideologia malata: camminano come sonnambuli, ascoltando soltanto la voce vuota della follia.
Ti volti, contempli l’ orizzonte spezzato e lentamente chiudi la finestra sul mondo. Non restano parole, non restano ragioni: tutto è stato ridotto al silenzio.
Allora non rimane che attendere, in silenzio, con la speranza che arrivi una mano tesa verso di noi. Perché la verità è chiara: da soli non possiamo.
Sì… basta solo aspettare l’ alba di un nuovo giorno, quella che tutti sogniamo.
LA LIBERTÀ.
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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