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Home Racconti Sociale e Cronaca
Sociale e Cronaca 21 febbraio 2026 · lettura 4 min · 213 letture

Venezuela: di quale normalità stiamo parlando?

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Arelys Agostini 22 racconti pubblicati
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Negli ultimi mesi un discorso ricorrente ha preso spazio nel dibattito pubblico venezuelano: l’ idea che la “ normalità” sia tornata nel Paese. Portavoce ufficiali, alcuni settori economici e una parte della cittadinanza ripetono il concetto come se si trattasse di un traguardo ormai raggiunto. Tuttavia, al di là della narrativa ottimista, resta una domanda essenziale: che cosa si intende per normalità nel contesto venezuelano?


In senso ampio, la normalità dovrebbe significare che qualsiasi cittadino possa accedere ai beni di prima necessità in un supermercato senza che i prezzi lo costringano a limitarsi a guardare. Dovrebbe anche implicare il recupero dei servizi fondamentali: chiamare un distributore di gas e ricevere le bombole il giorno successivo, come avveniva vent’ anni fa, senza corruzione né intermediari.


Una vita quotidiana normale includerebbe la possibilità di uscire in famiglia nel fine settimana e consumare ciò che si desidera senza che il calcolo in dollari determini il menù. Significherebbe inoltre poter andare in una ferramenta e acquistare materiali per riparare la propria casa senza che ciò rappresenti un costo eccessivo.


Anche l’ accesso al carburante è un indicatore chiave. In condizioni normali, una stazione di servizio dovrebbe permettere di fare rifornimento senza code interminabili, senza restrizioni e senza prezzi differenziati. Lo stesso vale per i servizi essenziali: elettricità stabile, acqua potabile, telefonia e internet funzionanti. A ciò si aggiunge un sistema sanitario capace di assistere pazienti e emergenze senza dipendere da donazioni o dall’ acquisto diretto di materiali da parte del malato.


Nel campo del benessere, la normalità significa anche che chiunque -e non solo una minoranza privilegiata- possa godersi mete turistiche come Morrocoy, Los Roques, Choroní o Margarita, così come programmare vacanze dentro o fuori dal Paese. Naturalmente, implica avere un lavoro dignitoso e una retribuzione adeguata alla professione, sufficiente a coprire i bisogni fondamentali.


 

Sul piano istituzionale, la normalità richiede ancora di più: cittadini produttivi, un solido sistema etico ed educativo, istituzioni che proteggano invece di perseguitare e una moneta che funzioni realmente, evitando la dipendenza da valute straniere.

Osservando questi criteri, la conclusione appare inevitabile: l’ attuale Venezuela è molto lontana da ciò che potrebbe essere definito una normalità reale.


Permangono segnalazioni di persecuzioni politiche, incarceramenti per dissenso e un esodo migratorio che ha già coinvolto milioni di persone. A questo si aggiungono fenomeni come criminalità organizzata, sequestri, esecuzioni extragiudiziali e riciclaggio di denaro, elementi che creano un contesto di rischio e vulnerabilità.


La crisi educativa, altro pilastro essenziale, riduce le opportunità di mobilità sociale e compromette la capacità del Paese di ricostruirsi.


Di fronte a questo scenario, la domanda centrale rimane:

È davvero normalità quella che alcuni sostengono di aver recuperato, o si tratta di una narrativa costruita per sostituire la realtà con una percezione più benigna?


Per la maggior parte dei cittadini, la risposta sembra essere evidente.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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