L’irriverente assenso a un Campiello!
Gentile Editore, grazie per la fiducia riposta nel mio testo (Il presidio della cultura) ma vincere il Campiello per me, accanito giocatore, sarebbe più difficile del superenalotto! Inoltre questo premio è un traguardo alto ma non eccelso, a cui da tempo aspiro per l’originalità della mia fiammante monoposto, pilotata dalla mente, alimentata dall’amore e illuminata dalla coscienza (anima, cellula spirituale, vera intelligenza illuminata altro che artificiale!), che mi ha rigenerato e risollevato dal vuoto depressivo.
Proprio questa fantastica conquista morale (lungi da Putin!), comportamentale (lungi da Trump!) e culturale (lungi dalle guerre e dai confini territoriali) ci regalerà, finalmente, la trasformazione spirituale grazie al genoma eccelso, custodito all’apice della scala elicoidale, allorquando i suoi gradini di basi terrene azotate (a-denina, c-itosina, g-uanina, u-racile) cederanno il passo alle basi immortali vincenti (A-more, C-oscienza, G-enoma, U-niversale).
In virtù di tanto i mediatori sentimentali (pietà, carità, bontà sopravanzeranno gli obsoleti neurotrasmettitori chimici e l’umanità passerà, così, dall’esser polvere (mente, materia raffinata) al divenire luce (anima, mente illuminata).
Per quanto mi riguarda - sogni, follie e poesie a parte - resta il miracolo della scrittura da parte di un soggetto amante della matematica e dei suoi numeri per una vita da gaudente!
Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi
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