L'essenziale
lasciamo decantare un calice di mare
con lo stelo tra due dita
il tempo che ci vuole per la trasparenza
ho la lingua che ricalca i bordi
ed echi conquistati a prescindere dai vuoti
forse io tu o ancora un altro noi
riusciremo a prenderci i silenzi
da trasformare in verbo
con la precisione di una miniatura
come su quei libri
che parlano di miti a quattro teste
e sapremo rintracciare vene
su triangoli di verde aspersi al vento
facendoci bastare poche gocce
di un alfabeto spoglio
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L'autore
Zima
Commenti (2)
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Gaia22 Tiziana Porcelli7 luglio 2009
Leggo sottovoce ed è emozione... Ogni parola, come per incanto, sembra prendere corpo in modo pacato e nello stesso tempo intenso... Così l'ho sentita...
Franca Pistellato7 luglio 2009
L'intimità agognata di un codice comune in cui parole e silenzi abbiano uguale e reciproca valenza; la consapevoleza della necessità di un percorso; l'attesa e la speranza che accada. Molto bella, dolcissima... Apprezzata e condivisa.


