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Morte 10 agosto 2009 · lettura 1 min · 2873 letture

Linda e dannata

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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La tua era luce che cantava al germogliar del grano mentre cresceva la morte; linda e dannata aspettavi il sicario come nera ricompensa ad una vita ruggente fatta di mille fughe e mille colpe sregolate, troppo orgogliosa per guardarti allo specchio. Ti raggiunse l'assassino; aveva il tuo volto di bambina che volle troppe caramelle senza desiderarne nessuna.
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Sono passati cinque anni... mi chiedo ancora se qualcosa avrebbe potuto fermarti nella tua autodistruzione...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (10)

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Rosy Marchettini10 agosto 2009

Auitodistruzione senza via d'uscita se non quella di abbandonarsi al proprio sicario Una vita alla ricerca di un'isola che non c'era, al rifiuto di ogni regola, all'abbandonarsi alla non vita... Eri bella, eri linda... ma Rimpianto, sentimenti profondi in questi versi in cui sembra di scorgere una lacrima dell'autore quasi come se si sentisse sconfitto lui per non essere riuscito a salvare quella donna... Profonda e bellissima poesia Piaciuta immensamente

Antonella Bonaffini10 agosto 2009

Molto bella... una frustazione che diviene rimpianto per questa giovane donna che sembra aver imboccato consapevolmente la strada della distruzione. Lapidaria, tagliente, sofferta... arriva immediata.

M
Mau035810 agosto 2009

Copierò la Bonaffini che mi ha tolto le parole di bocca caro Ursaia: ha detto tutto in maniera perfetta, così come lei in questi versi che giudico bellissimi e disperati.

Cuccu Anna Maria10 agosto 2009

A volte ci si autodistrugge perché non ci si ama abbastanza o non ci si ama affatto o spesso è il comportamento esterno che porta al non amarsi e quindi ad autodistruggersi. Triste e toccante. Stupenda.

Lina Sirianni10 agosto 2009

Versi sofferti che raccontano diretti la storia di un'anima che non si ritrova e si da la morte... Non è facile aiutare chi non trova motivo per vivere, tutto è vano... molto vera e diretta, apprezzata tantissimo.

Jeannine Gérard10 agosto 2009

non avendo molto tempo nei commenti, dico bellissima, e anch'io lla Bonaffini, che sapiente di parole sa meglio di me giudicare questo capolavoro sritti in versi strugenti e belli, si molto bella

Kiaraluna10 agosto 2009

Ci sono tanti modi di autodistruggersi e il cercare la morte, anche inconsapevolmente, rifiutando la lotta per la vita,è solo quello estremo. L'amore è l'unica salvezza, ma ci sono tarli della mente che ne impediscono il fiorire. Struggente, toccante e vera, questa dedica ad un angelo che non è riuscito a volare.

L
Libera Mastropaolo10 agosto 2009

Descrizione lineare e netta di un male sociale non gridato ma esistente. Ci si distrugge con mezzi vari ed impensati. Bellissima poesia!

Berta Biagini10 agosto 2009

Una chiusa che sembra non debba mai finire in questi versi – questa l'impressione che mi ha dato nel leggerli. Quanta tristezza e sofferenza deve albergare nel cuore di chi è capace di arrivare sino a questo punto. Toccante è poco.

Frammento10 agosto 2009

...tocca l'anima e la taglia...è potente in ogni sua parola ed è bellissima...