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Riflessioni 15 agosto 2009 · lettura 1 min · 3373 letture

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Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Non è il paradiso quest'immagine intricata che beve pensieri nell'ombra, portalampade senza luce; è inganno d'un diavolo dipinto che ghigna da tele tisiche e pretende essere amore, ma è solo veleno che intorbida il cuore di sacerdotesse in malafede che celebrano se stesse su altari sporchi, stinti d'anima screziati di cinica lordura, d'esibizionismo invadente.
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Certi spettacoli televisivi... certi rotocalchi... perfino, certi siti in internet... Ho usato il termine "sacerdotesse" non perché io pensi che sia un difetto solo femminile... ma perché anche gli uomini che cadono in questa autocelebrazione li vedo così pieni di svolazzi fisici e psichici... che solo il vestito di una sacerdotessa donna può simulare.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (12)

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Cuccu Anna Maria15 agosto 2009

Molto incisiva analisi di certa televisione, futile e inutile immondezza. Tanto apprezzata.

Lina Sirianni15 agosto 2009

Versi che ci fanno riflettere sulla cruda realtà di oggi, molto incisivi e apprezzati

A
Alida Kirschner15 agosto 2009

Personalmente sono disgustata da certe immagini sui rotocalchi (che scorro solo dal parrucchiere, dagli spettacoli in prima serata, da certi film, dalla volgarità che dilaga ovunque insieme a grassa e diffusa ignoranza ... Ma mi chiedo in quanti siamo a provare disgusto e quanto sia pilotata sapientemente una simile strategia. Non resta che aspettare una provvidenziale indigestione con rigurgito.

Daniela Messana15 agosto 2009

Il cattivo gusto regna sovrano nella società attuale e si riflette in tutti i media. Condizione premeditata e voluta da chi ha in mano le redini del gioco ... complice un diavolo onnipresente amico di coloro che lo riconoscono nel proprio modello di vita. Quadro impeccabile degli squallidi costumi che oggigiorno invadono ogni luogo. Letta con molto interesse e condivisa.

M
Mau035815 agosto 2009

certo che quando ti ci metti le dici proprio belle chiare, caro Ursaia. condivido pienamente. ma siamo sempre in meno a non soggiacere alla vecchia regola del"panem et circenses".ben pensata e ben scritta.

Antonella Bonaffini15 agosto 2009

Tutto nella vita credo sia diventato solo falsa apparenza. Si vende al pubblico ciò che in effetti non è e se non arrivano gli applausi ci si arrabbia anche. Sempre molto riflessive le tue, sicuramente una piccola perla.

Kiaraluna15 agosto 2009

"Sacerdotesse in malafede che celebrano sè stesse..." Caro Paolo chissà se hai idea di quanto siano azzeccate le tue parole. La falsità,la falsa modestia e santità,sono molto più subdole dello sbattere in prima pagina, ovunque, le iniquità della nostra moderna e disinibita società. Esiste una categoria di finti perbenisti che si mischia a chi vuole emergere dalla melma dell'ipocrisia, e grida con loro all'obrobrio. Internet... il luogo più prolifico per certe "persone". Stupenda denuncia, come sempre, della perversione di una parte di questa umanità,perché,grazie a Dio, esistono ancora persone buone e sincere, che mai si stancheranno di opporsi a questo silenzioso e velenoso dilagare. Magnifica poesia, profondamente sentita e condivisa.

Franciscofp15 agosto 2009

Un'amara riflessione che ci lascia perplessi mentre assistiamo impotenti all'inbarbarimento della nostra società,molto apprezzata

Amara15 agosto 2009

...bella... se... non fosse soltanto al femminile... l'autocelebrazione non ha genere... e non sono certo soltanto le donne le protagoniste di queste discutibili scelte mediatiche... condivido il disgusto... ma non la demonizzazione... siamo sempre noi in fondo a scegliere... i versi... come sempre... impeccabili...

Anna Maria Obadon15 agosto 2009

Per avere successo più si è torbidi più si riesce ad affascinare il pubblico. Negli ultimi tempi ci sono degli esempi veramente osceni e eclatanti... evidentemente la maggior parte del pubblico è ciò che desidera... Mala tempora curunt.

Berta Biagini15 agosto 2009

Versi che potrebbero andare a passeggio con la mia di oggi se non fosse per la stesura che qui è da premio. Non dico altro - stiamo proprio rotolando.

AlexMen15 agosto 2009

Condivido il tuo pensiero... in un mondo nel quale pare che non si viva senza diventare sacerdoti o addetti di certe religioni professanti l'immagini e l'assenza di valori. Apprezzata!