Naturale
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (13)
Colpisce la grande accettazione di un dolore così struggente. Molto bella
E' nell'ordine delle cose che la propria madre muoia prima di noi. Il raziocinio impone di comprendere accettare... il sentimento ti lacera internamente. Mia madre se n'è andata da quasi tre mesi e mi sembra che il dolore aumenti anziché diminuire. E' un legame troppo forte, viscerale e il distacco è durissimo da accettare. Vorrei essere così serena come questi bei versi.
Quanta forza in quella nota... per un dolore che mai potrà abbandonare – spesso scrivere pare attutire lo strazio, ma è solo un'illusione. Passeranno giorni, mesi, anni e sentiremo sempre accanto a noi quella mano che ci ha accompagnato... Molto sentita.
una gran forza interiore si legge dai tuoi versi, difficile saper accettare quel dolore, ma c'e' anche consapevolezza della sofferenza... bella powesia piena si amore!
il figlio soffre, il medico forse sa che è giunto il momento di lasciarla andare... incisiva, dolcissima, struggente, molto piaciuta in tutta la sua infinita tristezza.
Un grande dolore veder spegnersi la vita nella propria amata madre che ci fece nascere e guidò i nostri passi per tanto tempo. Toccante. Struggente. Stupenda nella sua tristezza.
Una candela che si spegne lentamente... chissà se sia un bene la mente che non è più presente... forse anche quello è un dono. Piena di dolce rassegnazione questa tua di oggi, tanto sentita quanto apprezzata.
Splendida nella tristezza quellìemozione che suscita sentimenti cos' totalmente diversi dal nostro quotidiano vivere... tragicità che con ha limiti... dolore che non si accascia, struggente e vera, sentita in modo particolare. Apprezzata tantissimo
Bellissima nella sua tristezza: marcata l'impotenza dell'essere umano di fronte alla morte. Capisco che per un medico la sofferenza è maggiore.
Quando ancora quel corpo giace in un letto e riesce a respirare, anche se razionalmente, si sa che sta andando verso Casa, si è forti, molto forti, si prega perché il signore chiami... quando invece quel corpo non lo si può più accarezzare, quando la fine è giunta un dolore immenso lacera l'anima e la mente... Spero, per te, che non sia così anche perché, forse, molto ti aiuta essere medico ed assistere a milioni di tragedie... Versi pacati e dolci, sembran carezze eppure è un pianto! Piaciuta ed apprezzata nel profondo dell'anima
Infinitamente triste, reale, pregna di pacata rassegnazione. Molto efficace. Apprezzatissima.
è toccante questa poesia mista a rassegnazione per una persona cara ormai alla fine dei suoi giorni intensa e profonda un distacco che fà male al cuore ma che purtroppo la Vita ci impone
Veramente malinconici ed emozionanti questi versi, una nube di pensieri che giungono al cuore di chi legge. Triste ma bella!












