Emme
Indomita e scarlatta colloquiavi
come la notte,
lucente d’acqua persa in un miraggio
dorato.
Venuta,
l’alba traeva immagini
d’acanto
(lo smeraldo riflesso ai dolci piedi).
Ben venga nudità,
purpureo lume:
la sorella rinata,
diafana, lattea, trasmigrante,
dei fiori morti l’ultimo
riposo boccheggiante.
E più oltre marine senza mire,
barlume fuorviante,
lussureggiante dimora
dei miei pensieri accanto
all’ara tribolante
dei tuoi veli.
©
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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