Cancer vaticanum
Nacqui sereno, crebbi roseo,
m'innamorai di lui, fui felice,
ma divenni siccome lebbroso...
ora fluttuo nella luce con egli
che fedele mi fu,
nell'amore e nella lotta...
Nacqui povera e povera rimasi,
ma benedii la vita,
con due figli da sfamare...
mercificai il mio corpo,
a chi apprezzò anche l'anima mia,
ora ascolto musica celestiale,
lontano da chi' m'additò schernendomi...
Nacqui pieno di speranza,
m'innamorai forse troppo presto,
e breve fu la mia promessa...
chiesi di riprovare ma venni scacciato...
ora ricevo l'Altissimo,
lontano da chi mi giudicò,
carico d'ipocrisia...
vedo fluttuare una stella,
ammiro l'estasi di una donna, alla musica,
ed essi mi guardano avviluppato,
tra le ali di un amore che invano bramai...
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Commenti (2)
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Cristina Khay31 agosto 2009
Al di sopra di ogni giudizio umano, è l'esperienza dell'anima a regnare sovrana. Molto bella e condivisa.
Cuccu Anna Maria31 agosto 2009
Troppo spesso si giudica l'operato altrui ritenendolo peccaminoso non facendo caso alle proprie. Tanto apprezzata.

