l'oratore
Tanta acqua è passata sotto i ponti
i figli tuoi son diventati vecchi
i figli miei son diventati grandi
Sono ormai secchi i cipressi
che ombreggiavano discorsi,
congressi, elezioni, e tiritere.
Ma tu impettito, calato nella parte,
ripeti ai passionari resistenti
nei giorni delle rimembranze
le tragedie, la guerra, i partigiani
e le sudate libertà
Non racconti bugie,
forzi appena un poco la storia
ma lo chiede l' ars oratoria ...
Il tuo vocabolario è fermo
al transito di Annibale
con gli elefanti, verso Roma:
quando cominci si sa che cosa
dirai, quando alzerai la voce
o quando bisbiglierai,
perché hai perduto il segno...
La tua retorica non chiama
all'allegria, non incita animosi,
non blandisce ritrosi
non acclama virtuosi.
Si dorme meglio ai tuoi sermoni
che dentro ai letti nostri.
7 settembre 2005
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
Commenti (2)
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Ferny Max Curzio2 maggio 2006
si legge d’1 fiato... ma, ce ne sono ancora di certi xsonaggi, visto ke ormai sono i salotti buoni della televisione a tenere banco? ! fefo
A
Anna De Luca2 maggio 2006
ben scritta, e come sempre interessante.sintesi e dettagli, c'è tutto. quel nostro tutto di quotidiana miseria. alta la vista,
