Tamburi nel tempo
Rullo di tamburi nella lunga valle, scoppi, boati, comandi, imprecazioni gridi di dolore, nitriti di cavalli,
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli, ho curato la pubblicazione "AVVISI, EDITTI, NOTIFICAZIONI" - manifesti del 1805-1815; con la Provincia di Bologna, ho pubblicato " DONNE NEGATE" - processi penali del 1820-1870; con l'editore Libroitaliano di Ragusa, ho pubblicato "veronica maior" - poesie ; con l'editore Monduzzi di Bologna, ho tentato la pubblicazione del romanzo "IOCHEVOLEVOLALUNA" mai giunto ai lettori. Nel 2007 ho curato una edizione di quadri di Giuseppe Bartolomei, pittore, scenografo, scultore deceduto il 26 agosto 1995.
Rullo di tamburi nella lunga valle, scoppi, boati, comandi, imprecazioni gridi di dolore, nitriti di cavalli,
Il cuore ti carezzerò perché tu senta l’infinito oltre la soglia, passati i baci e le carezze che il tempo di una
Come flauto di Pan Vorrei rincorrere I suoni tuoi, siringa, inebriato di sospiri ubriaco di gemiti sperduto nel
Salta e balla, ragazzino, rendi lieto ogni mattino della tua gioventù, come lampo fugge via e non tornerà mai più...
Vieni, mia bella leghiamoci di abbracci vestiamoci di baci sperdiamoci in follie d’amore inebriamoci: avvolto come
Non ti conobbi poeta, allora, frate dalla voce tonante, disceso pastore dalle visioni sublimi di cime e valli del tuo
Noi… le parole, non le abbiamo trovate… le parole… chiusi nel silenzio in attesa che altri parlasse per noi, illus…
Nei tiepidi silenzi della sera gorgogliano d’un tempo le voci, ora serene, allora vive e tese: voci dei miei, che
Perlustra i marciapiedi della notte allupato, attorno ai fuochi le donne guarda, soppesa le femmine, chiedi il
Solo un paio di lustri ha cancellato un paese e quella terra secca s’è fatta città di silenzi, lumini accesi, fiori
D’inverno, lassù, la tramontana taglia la pelle, ammassa e spazza nubi a due braccia da terra smeriglia campi sterili…
Fanciulla, tenero frutto lontano… stringere morbidamente il tuo corpo caldo, sentire i tuoi desideri su i miei
Noi non abbiamo bisogno di prendere le misure del mondo. Gli stivali delle sette leghe li calzammo allora correndo e
E giorno giorno si ritorna indietro quasi chiamati da mano conosciuta. Riscopre, la memoria, voci dei padri
Settembre, qui, si fa tranquillo finalmente. E la mattina, presto, di domenica è tutto un silenzio come se il mondo
Noi...noi, no, noi resteremo qui dove l'aria rarefa come le nebbie agli ultimi caldi dell'estate, dove le stagioni si
Sento ancora le grida del vecchio malfermo sulla porta, irato e sordo, deciso d' impedirti il ritorno a casa. Sul ripido
Credemmo...credevamo che ogni cosa si sarebbe risolta qui, in un rosso acceso; ma la vita danza e le ore volgono là, ne…
Non chiedere perché l'ardore Che mi spingeva a te non arde Più. Era dolce baciarti, berti era tenero, ti avrei
Sono passato dalle tue parti dove il tempo non ha più senso e per te nulla significa il sole che splende alto nel
Nella piana un cielo terso cade sull'erba del prato fra muri bianchi battuti dal sole caldo d'estate. Il silenzio del
Quando mi parli la bocca ti guardo e poi .... parole non odo ma il cuore che pulsa a chiederti ancora; mi rulla alle
Guarda, una bava di vento muove lieve gli arbusti dentro la valle; strusciano rapide nubi nel giardino di
Lunghe, sottili, morbide le mani tue raccontano di svagate sensualità, di sogni e di baci dolci, un desiderio
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