Nel nome simulando ogni possesso
Ti solletica ancora la mia voce
nell'eco di sospiri sottintesi
e nei riverberi forti di carne
sorridi ai surrogati ad imitarmi
- lenendo delicata la tua urgenza
ad irrorare petali vermigli -
La mano nel tepore arruffa brezza
e spettini, dischiusa, le vocali
avvolgi dei tuoi palpiti l'oggetto
nel nome simulando ogni possesso
- pertugio che ricolmi in vibrazione
svanendo nella somma dei sussulti -
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia10 settembre 2009
Sensualità elegante, mai bnale... di cervello, d'anima, di cuore... e di corpo. Molto piaciuta
