Arrivò piano
Arrivò piano, come un'emicrania e dove prima sentivi il profumo la tua bocca già morde il bianco
Arrivò piano, come un'emicrania e dove prima sentivi il profumo la tua bocca già morde il bianco
Negli incensi che accendono lo sguardo tu non sei, alla fine delle mani all'inizio di un rotondo sentiero nel centro di
Adesso che non ho più il tuo sguardo a incanalarmi l’inedia opposta mi fermo, immemore di me stesso, dentro i
Nel vibrare in sottofondo blu mare sotto le fronde d'arsura sorpresa sguardo rimbalza tra file d'assenza marcia
Nell'universo finito della piazza voci di nafta in stringhe parallele diadema di cromatiche vetture in vuoti a rendere d…
Nel respiro che indosso completo espiro l'abitudine di te graffia ancora il tempio dei ricordi ma il sagrato che scopro
Strumento scelto sei stata, d'amore, nel tuo essermi scomodo specchio premendo le ferite necessarie col tuo donarti in
Anima Antica fra il popolo in piedi vedo il tuo volto nel soffio del tempo turbine d'aria in danza di bosco fronde di
Ai confini di un frattale di invito tra pieghe seducenti a ricamare l'intenso afrore al tattile mio sguardo inebria a
Attraverso i giorni che mi hai dato nel tuo riaffermare la distanza consueta, nei giorni anche vicini - solo la speranza
E mi sfianco di lancette a ponente nel silenzio che frastuona l'attesa di me stesso, Godot, e altri dettagli tra un
Io sono ciò che porto con me quando alla frontiera più lontana dovrò gettare tutto del mio che una
Nel tacito sguardo di pelle scivola sinuosa la voglia plasmando la curva dei fianchi in umidi respiri accesi; nell'ansit…
E' un appuntamento al buio l'accecante foglio di ogni notte tra folle di me a scrivere diari privati esposti a spifferi
Potrei dire che il Tempio del tuo corpo è come quello di troppe preghiere recitate più in ginocchio di
Memoria persistente di pioggia nell'aria di un'Estate di felpa e parole più gelide non dette sul lungomare
Come bolla di sapone, l'Universo a racchiuder le sue rette d'infinito ed è sfera nella sfera ogni suo Tempo mondi
Mentre accorda, il Maestro, il pianoforte in rondini di note nel suo cielo si scopre non conoscere strumento che ogni
Il battere il tempo con le dita viene portato dall'anomalo Maestrale E gridano i chioschi di rena l'offerta di note
Piccole isole di possesso e lembi tribali di stoffa da spiegare al sole convenuto in simulazioni statiche Spicca quel
Stille di sale in sorrisi dolorosi di memoria da tacere a pieni polmoni nell'Amore infine chiamato. E manchi,
Nei dettagli d'insieme non si ode il movimento: muscolo in contrazione ad irrorare sguardi; l'astratto meccanismo -
Lo specchio frantumato esplode l'aria lucente pioggia a rivestire i piedi si adagiano coriandoli in riflessi di un sole,
Qui, dove camminano gli Angeli, lo fanno con i nostri piedi stanchi e le carezze hanno i calli della vita ma è lo
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