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Amore 18 settembre 2009 · lettura 2 min · 5844 letture

Piangerai

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Piangerai. Sì, piangerai, quando seduta sulle scale sbilenche della tua lucida follia, invecchiata dal cumulo degli anni e dal peso delle tue malvagità, ripenserai ai giorni della mia follia. Questo triste, sgangherato uomo che aveva fatto di te una regina, tornerà nei tuoi pensieri di donna così, all'improvviso, una mattina. Tu che prendevi la vita come un gioco, tu che danzavi il girotondo intorno al fuoco, tu che ridevi del mio amore disperato, un giorno capirai... e piangerai. Capirai che l'amore non è un gioco, capirai che non si gioca con chi vive con la pelle scorticata dal dolore capirai che il male che si fa non ha prezzo nemmeno alla tua età. Quest'uomo così fragile, quest'uomo così forte, quest'uomo contro tutti, quest'uomo pazzo ed incosciente era felice di tenerti con sé, lontana dal tuo niente. Quest'uomo annientato, quest'uomo disperato, quest'uomo senza più difese, se non quelle venute dalle offese, quest'uomo, nonostante tutto, vorrebbe saperti lontana dal tuo perverso gioco. Piangerai, ricordando il bene che ti ho fatto, pensando a quanto quest'uomo si è umiliato, parlando di te come un fiore in mezzo al prato ed invece eri un frutto avvelenato. Dovrei odiarti, ed invece ti perdono; l'odio porta solo ad altro odio l'eco ed i bagliori in un ripetersi infinito di rancori. Il perdono guarisce le ferite, lasciando solo piccole cicatrici; il perdono è frutto dell'amore per chi, come noi, vive in un mondo di dolore. Ti perdono per le tue stupide bugie, ti perdono per le tue incoscienti follie, ti perdono per le tue tristi miserie, ti perdono per le tue dolorose offese. Ti perdono per il male che mi hai fatto, perché in fondo non sei che una bambina, e quando sarai carica di gioie e di dolori, di ansie e di tremori, capirai che per un uomo tu sei stata, anche se per poco, una regina, piangerai, e forse solo allora ti sentirò finalmente più vicina.
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Ed ecco "Piangerai", l'ultima poesia del trittico cominciato con "Piccolo fiore dell'est" e proseguito con "Semplicemente amandoti". La storia è complessa, dolorosa e nello stesso tempo affascinante, e la poesia (intesa in questo caso come manifestazione di se stessi, delle proprie gioie e delle proprie sofferenze, è servita a lenire in qualche modo le ferite. Quest'ultima poesia del trittico è una composizione scaturita da un sentimento e un atteggiamento difficile da attuare verso chi ci ha fatto del male: il perdono.

L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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Commenti (3)

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Nadia Mazzocco18 settembre 2009

Condivisa in ogni suo verso, questa profonda poesia, risulta facile per me comprendere questo tuo sentire, bellissima la chiusa. Apprezzata tanto!

Gabriella Caruso17 ottobre 2009

In questi versi ci sono tutti i sentimenti che l'uomo può concepire: rabbia, amore, delusione, quasi vendetta e sembra un controsenso anche il perdono. Perdono che nasce dalla comprensione, ma un perdono un po' amaro, che fa una vittima, il perdono che uccide perché in fondo per la ragazza capire la verità sarà duro perché la capirà solo ricordando, quando ormai ogni cosa è perduta. poesia dal forte impatto emotivo

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DarioC 8519 ottobre 2009

"Voglio ridere, quando piangerai..." (canzone dei nomadi che questa poesia mi ha portato alla mente)...il perdonare chi ci ha fatto del male è cosa assai difficile! splendida poesia!