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Morte 27 settembre 2009 · lettura 1 min · 4991 letture

Finì così

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Era l'ora; la prima luce scoloriva le stelle e le coperte rimboccavano sogni umidi ancora della notte. L'orribile trillo d'un telefono spalancò i miei occhi pieni di maledetti affanni, riempiendo d'angoscia il cuore; si abbassò poi il silenzio dell'eternità, e conobbi istupidito il crepuscolo nel mattino.
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Mio padre morì, solo, in ospedale, la mattina presto... la notizia arrivò con una telefonata fredda, quasi sbadata. Brucia ancora dentro.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (11)

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L
Loreta Salvatore27 settembre 2009

La morte è dolore, ma la fede è ciò che ci proietta nella dimensione dell'eterno. Versi permeati di sofferenza ed intrisi di tristezza. Molto apprezzata.

Cuccu Anna Maria27 settembre 2009

Capitò la stessa cosa anche per mia madre, ancora oggi lo squillo del telefono mi incute timore. Intensa sofferenza in questi toccanti versi. Molto apprezzata.

Berta Biagini27 settembre 2009

Appena letto il titolo - un brivido è corso in me sin dall'inizio facendomi soffermare nella lettura, mi mancava il coraggio di andare avanti – versi che mi hanno riportato indietro nel tempo quando ogni telefonata era diventata un vero incubo nell'attesa...

Gabriella Caruso27 settembre 2009

Un attimo, solo un attimo, il trillo di un telefono, una voce fredda e un po' sbadata e la vita ti appare nella sua più cruda realtà. " Il crepuscolo del mattino". Metafora apprezzatissima Un attimo, solo un attimo, ma che vale per l'eternità e che segna la vita futura di chi rimane.

Anna Maria Obadon27 settembre 2009

Sensazione dolorosissima vissuta sulla mia pelle... non potevano essere descritti meglio il dolore e lo sconforto che si provano in queste terribili situazioni. Molto più che bella.

Danielinagranata27 settembre 2009

Purtroppo sentita sulla mia pelle ho ancora nelle orecchie quella telefonata ho ancora tanto dolore nel cuore... condivisa

Antonella Bonaffini27 settembre 2009

Un attimo che cambia la vita... io sono arrivata in tempo ed a volte mi son chiesta se non fosse stato meglio non esserci... credo sempre che avendomi sentito... sia morto due volte. Accorata, splendida.

Ozan27 settembre 2009

Si, la morte di una persona cara ci rende stupidi. Per anni non riuscivo a capacitarmi del perche'alla morte di mio padre, mia madre avesse pianto sommessamente per ore seduta su una sedia.

Jeannine Gérard27 settembre 2009

tremendo, quello scquillo che non vorremo mai sentire, terribile, provato personalmente, e credo che solo chi lo ha provato la puo capire,

Rosy Marchettini28 settembre 2009

Quanto hai amato questo padre che per te è stato molto più di un padre, di un maestro, il tuo cuore gronda ancora sangue e lacrime per la sua dipartita Batte forte il cuore ancora da quella scostante telefonata in cui un'altrettanto fredda voce ti avvertiva che il tuo papà aveva iniziato il viaggio per destinazione LUCE Non devi avere rimorsi o rimpianti e sappi perdonare te stesso Poesia straordinariamente bella, versi sofferti Applausi, Paolo, da questo gran Teatro Immensamente piaciuta ed apprezzata Bellissima poesia

Kiaraluna28 settembre 2009

Che strano... anch'io oggi ricordo mio padre e quella telefonata alle 6 del mattino... non fu inaspettata, era solo questione di ore... ma in quell'istante morì una parte di me. Bellissima e sentita, come di più non potrebbe essere.