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Ribellione 29 settembre 2009 · lettura 1 min · 3290 letture

Squallore

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Mi ferisce degl'indifferenti il vuoto plauso senza volto, la liturgia senza fine di prolissa immobilità; cerco d'essere uomo tra gli uomini non recita d'impegno sociale che spregia poveri ed ignoranti, quasi che cultura e censo siano meriti e non fato: non millanto me stesso per ciò che non sono. Ho vergogna di tanti camici ed ho orrore di tanti giudici che infangano per sentito dire, senza aver mai teso una mano.
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Ci sono medici che dovrebbero fare altro... c'è molta gente che parla della medicina per fare un titolone, per ignoranza, per interessi personali

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (9)

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Kiaraluna29 settembre 2009

Sicuramente che ha nelle sue mani la vita altrui dovrebbe essere più umile degli altri e non giudice... ma questo vale per tutti, sempre pronti a giudicare e mai a giudicarsi. Profondamente sentita e condivisa.

S
Sajka29 settembre 2009

cerco di essere uomo tra gli uomini... è bellissimo questo verso, onesto e puro. Molto apprezzata

Daniela Messana29 settembre 2009

Le capacità che l'uomo ha senza connubio di valori morali é deleteria. Posso solo che associarmi a quanto descrive l'autore nei suoi versi apprezzati e nell'assoluta e cruda verità.

Antonella Bonaffini29 settembre 2009

Con questa tua di oggi Paolo mi inviti a nozze... per una vicenda legata alla morte di mio padre ho purtroppo avuto a che fare e con una e con l'altra categoria... lasciamo proprio perdere. Consapevole, raffinata, apprezzatissima e veramente sentita!

Berta Biagini29 settembre 2009

Non sono senz'altro unica ad aver sofferto, ma certi versi mi hanno fatto tornare indietro di tanti anni – quando ancora chi sbagliava, per ignoranza, tutto veniva messo a tacere – per fortuna oggi non è più così... Prima avevamo anche paura soltanto ad aprire bocca - il camice bianco incuteva timore...

Jeannine Gérard29 settembre 2009

cerco di essere uomini tra gli uomini, io non continuo a commentare, queste parole valgono mille commenti, stupenda, non tutti i medici la pensano come lei, stupenda, grande anima

Danielinagranata29 settembre 2009

Il mestiere di medico dovrebbe essere una missione ma tante volte non è così...versi più che condivisi tanto apprezzata

Rosy Marchettini30 settembre 2009

Versi di ribellione, giustissima ribellione contro quei medici che era meglio se facevano gli operatori ecologici, anzi... offendo quei ragazzi che lavorano di notte Quante sberle darei a certi primari che si credono degli dei e invece... Bella, bellissima, piaciuta moltissimo

Rasimaco30 settembre 2009

mio nonno diceva: "varda a tò visazza prima di taliari chidda i l'autri" "guarda la tua bisaccia prima di guardare quella degli altri" e questo credo che valga un po' per tutti... la saggezza dei vecchi... giusta la denuncia dell'autore del quale ormai so quanto grande sia la dirittura morale... ma questa denuncia non è solo diretta al medico ... titolo ben appropriato... letta con piacere.