L'insostenibile alienazione dell'essere
Anche l'aria potrà farci male
non sapremo neppure
del rovo in cui stiamo cadendo
disfatti - prigionieri scomposti
in gabbie d'ossa- frantumeremo
Armature
la carne è nell'ultimo mosto
e pigia l'alieno sopra di noi
Tu chi sei?
non ho più occhi a rintracciare
solitudini sparse
sei lontano e rosso
e puzzi di indistinto
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L'autore
Zima
Commenti (2)
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Atteone30 settembre 2009
...all'improvviso, con una violenza universale, l'Altro da noi pigia il nostro destino, la carne e il cuore... e nessuna similitudine costruisce più argini alla nostra comunione con l'indistinto... io l'ho intesa così, ma ha una bellezza così pura che appartiene al Sentire e che è difficile definire.
S
Sajka30 settembre 2009
con l'indicazione gia notevole del titolo è impossibile non spaziare tra Nietzsche per arrivare a Rousseau, Marx ...questo alieno nello scollamento oltre noi, nel nostro tempo e nella nostra anima è riportato con passi poetici molto belli. E'attuale nella realtà sociale che viviamo e nella realtà del pensiero. Questo è quello che mi ha dato questa poesia, indipendentemente dall'intenzione dell'autore. La rileggerò...

