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Sociale 2 ottobre 2009 · lettura 1 min · 5226 letture

Raccomandato

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Sguardo obliquo il tuo, carico del sottile sospetto d'un raccomandato triste, seduto sullo scranno ove altrui mani ti posero; ma non è me che devi temere ora che il danno è fatto. Ti convinsero parenti e commensali che niente avresti potuto se non di corruzione ed inganno; t'uccisero volontà ed intelletto. Non è me che devi temere, ma il pianto degli infelici caduti sotto la tua incompetenza.
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Troppo spesso. E' un vero dramma; i nostri ragazzi troppo spesso vengono fatti crescere nella convinzione che da soli non possono farcela... prepararsi è inutile, bisogna trovare la raccomandazioncina... così, viene uccisa la loro intelligenza, fatta a pezzi la loro volontà. E pagheranno i futuri clienti, pazienti, cittadini...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (7)

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Gabriella Caruso2 ottobre 2009

l'autore assolve il racconmandato, anzi lo compatisce, perché dietro l'accettazione di una raccomandazione c'è anche una mancanza di stima e di sicurezza che gli altri ti fanno perdere. Certo è molto triste questo e fa pena anche a me se si tratta di ragazzi, ma non certo mi fa pena un primario, che il posto di lavoro già ce l'ha e che concorre solo per ambizione e carriera. Ebbene costui è primario solo per giochi politici o altro. Tu che sei medico lo saprai certamente. E comunque mi fanno più pena quelli che un concorso non lo vinceranno perché non sono racconmandati e sono solo idealisti. Saranno bravi dottori, bravi magistrati, bravi impiegati a condizione che riescano mai ad esercitare la loro professione.

Kiaraluna2 ottobre 2009

La spintarella per arrivare... esiste da sempre e baratta il servilismo con la competenza. Ma è criminale permettere a chi avrà tra le sue mani la vita altrui, di giocare a fare il medico senza l'adeguata preparazione. Una delle bassezze umane più vergognose, ma non certo la peggiore... Versi di giusta denuncia, condivisi e apprezzati.

M
Mau03582 ottobre 2009

Poesia di terribile denuncia. Forte. Non penso però che Ursaia perdoni il raccomandato. semplicemente lo capisce ma senza giustificarlo. E ci dice anche che il male va strappato alla radice.

Antonio Biancolillo2 ottobre 2009

Una bellissima poesia che ha toccato una piaga sociale che in tanti vivono e affrontano ogni giorno... sia per i ragazzi che... pur se tanto bravi... non riusciranno mai ad emergere senza quella spinta a cui sono stati abituati nel pensiero... sia nel mondo del lavoro... in cui tutti scavalcano tutti per conoscenze o meno... nella vita quotidiana ...nella sanità...nei voti ...nelle cartacce burocratiche... ecc. ecc. Un tema molto forte sviluppato in pochi ed essenziali versi. Piacevole lettura.

Danielinagranata2 ottobre 2009

Se non hai una bella spintarella non vai da nessuna parte oggi giorno è la triste realtà non conta la bravura contano solo le raccomandazioni sempre vere e attuali le tue belle poesie

Berta Biagini2 ottobre 2009

Versi che fanno rabbrividire – incredibile come ancor oggi non si arrivi a capire quanto male possiamo fare ai nostri figli – un domani potranno pagare loro stessi questi errori – la loro coscienza non troverà mai pace.

Rasimaco2 ottobre 2009

altra denuncia sul petto di questa nostra povera patria... bistrattata e negletta, ma questo nell'ideale, nella realtà a farne le spese siamo noi figli di questa negletta patria... molto bella!