L'ovvietà del male
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (9)
Versi molto sentiti per motivi personali, ma il male va denunciato sempre e comunque e chiunque lo rappresenti va perseguito. "ovvietà del male" "mascherati di scontato" "e giocano nel relativo" "e tacere lo sdegno?" MAI Bellissime parole e stupendi versi
Mai rinnegare se stessi ed i propri principi Bella poesia che mostra i degrado morale in certe istituzioni... ma ovunque è così...guarda cosa è successo a Messina...! Piaciuta ed apprezzata molto
Anche il male ha ormai un suo ordine e portarvi scompiglio scuote l'apatia di chi vi è ormai assuefatto. In poche parole..."non svegliare il mal che dorme"... Tagliente e incisiva, ottima denuncia di uno dei tanti status quo, mai inutile da portare alla luce. La coscienza deve continuare ad aver voce. Apprezzatissima.
Versi taglienti... di denuncia... di ribellione, forte e da me condivisa... la nota come i versi fanno quadro perfetto della situazione che assume un colore grigio al nostro vivere. Straordinario dire e sentire... un saper ascoltare.
Come non condividere in tutto e per tutto i versi di Paolo? sentiti in ogni sillaba e in ogni nota splendida ti appoggio
Questi dubbi, queste domande – non facciamoli vivere nemmeno per scherzo –continuiamo sempre per la nostra strada, non lasciamoci travolgere da quanto è d'intorno – prima o poi i nodi verranno sicuramente al pettine.
ribellione, sentita e condivisa, la poesia è bellissima e dice tutto ma la nota completa la ribellione del testo cosi sapientemente esposto, si la cosa peggiore è quando denunci il male e che tutti se ne fregano, tanto la vita continua, fin che la barca va, questo è il detto di tanti e di quasi tutti, bella e reale la chiusa
ancora una volta un grido sdegnato e di ribellione contro consuetudini scontate e fallimentari... ed in questo ginepraio si continua a vivere sognando false chimere o falsi grandi fratelli... bella
...cosa ci vuoi fare ...così va il mondo...è ovvio... E' un procedere scontato che annebbia il vero sentire ...il vero osservare. Ci stiamo abituando piano, piano... ma sta a noi ribellarci ...e i tuoi versi sono di grande riflessione... Bellissima e condivisa.









