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Ribellione 6 ottobre 2009 · lettura 1 min · 3061 letture

Nel nome

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Non in tuo nome ho gettato la vita su questa strada dolorosa ove nessuno vuole andare; non per la coscienza degli eroi del distinguo, pronti a gridarci assassini per un titolo più grande, o per voi che strillate seduti nelle vostre case linde e perbene, senza rischi e patemi. Furono quegli occhi di vecchi e bambini, di quelle donne che offendete col silenzio; fu per cose antiche ignorate e sminuite persino da chi m'è accanto con la stessa divisa, come un cigno bianco dall'anima nera: fu per la dignità d'una sacra promessa.
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non ho scelto di fare il medico per motivi beceri...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (10)

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Azar Rudif6 ottobre 2009

Versi eccezionali e potrebbero ben sostituire il giurmento d'Ippocrate

Rosy Marchettini6 ottobre 2009

Secondo me va rivisto ciò che ha scritto Ippocrate... Non va bene al giorno d'oggi molti punti di questo giuramente che ritengo sia sovrano ed al quale ogni medico si dovrebbe attenere Con dolore scrivoo ciò, perché ho mille prove di come svariati medici blaterano e non sanno nemmeno diagnosticare un'appendice infiammata e da operare... Questi tuoi versi sono crudi e giusti e li condivido pienamente Bella questa tua poesia - ribellione Piaciutissima ed apprezzata tantissimo

Anna Maria Obadon6 ottobre 2009

Forse Ippocrate il suo giuramento lo ha scritto troppi anni fa e molti si sono sentiti di farne una specie di rivisitazione riveduta e corretta! Non voglio generalizzare ma si assistono a certe scene negli ospedali che fanno stare ancora più male... Bei versi .

M
Mau03586 ottobre 2009

Caro Dr. Ursaia, oggi purtroppo la devo disilludere ancora di più. Ho due nipoti, giovani chirurghi, che mi parlano come lei e avevo un compagno di liceo che aveva un padre medico che su quanto lei stigmatizza aveva addirittura scritto un libro di successo. la disilluido quindi perché tutto va così da tempo e purtroppo così continuerà.E me ne rammarico con lei.

Kiaraluna6 ottobre 2009

Impensabile costruire nuovi ospedali sulle fondamenta vecchie di secoli e secoli... tutto andrebbe aggiornato al colore delle coscienze odierne, e anche i camici, troppo spesso, non hanno più ragione di essere bianchi... Profondamente sentita e condivisa, versi veramente apprezzati.

Antonella Bonaffini6 ottobre 2009

Non avevamo dubbi che fossero stati quegli occhi a far muovere i tuoi passi... sincera, pacata, vera, come chi scrive.

Berta Biagini6 ottobre 2009

Sembra di sentire una voce urlare a squarciagola questi versi, quasi a liberarsi di un peso – comunque, credo che l'importante sia sempre agire secondo la propria coscienza.

Veleno6 ottobre 2009

Versi splendidi da leggere tutto un fiato... di foga ...con grande energia... Un forte senso di ribellione nell'anima... pare un grido una liberazione... un invito in un certo qual modo a riflettere. Splendida

Danielinagranata6 ottobre 2009

Stendiamo un velo petoso a cosa si assiste negli ospedali ce ne fossero di Dr Ursaia... condivisa e apprezzata

Antonio Biancolillo6 ottobre 2009

Occhi e dolori che hanno spinto verso quella vocazioni ...che tanti disattendono... che fortuna, nel momento del bisogno, incontrare un poeta e un dottore nella stessa persona... Se invece di pochi... fossero in tanti come il nostro Autore... Apprezzatissima.