Inedito Odierno XII
Il sole prosciuga i passi
all'ombra di improprie visiere
e piega le spalle in discesa
nel viale dei tigli indolenti
sbattono portiere di partenza
e tramonta il passaggio a livello
nell'orizzonte della campanella
per finestrini in doppia valenza
si allunga di ombre la piazza
fra macchie di abbaglio resistenti
arruffa tovaglioli in dispetto
la brezza che sbuffa nel tedio
lancette incollate a una smorfia
nella scomoda platea di travaglio
e i monti che fermano il cielo
sono agili più del mio stare.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia6 ottobre 2009
Quartine di grande eleganza... versi ben strutturati, fluenti e musicali, da leggere lentamente... molto piaciuta
Mirella Crapanzano8 ottobre 2009
c'è sempre un'eleganza soffusa di malinconica dolcezza nei tuoi versi, mi fai venire in mente certe atmosfere parigine, dove ogni cosa si colora di sentimenti esaltati appena dalla bellezza dei paesaggi... io la trovo bellissima

