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Introspezione 8 ottobre 2009 · lettura 1 min · 3520 letture

Quel brivido antico

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Come un brivido su quella panchina la carezza della solitudine di quei giorni bui... nemmeno tre lustri in questa vita e doverla salire senza la mano del padre, e l'estremo insulto di quei parenti trionfanti accorsi osceni a spartire le spoglie. Quel brivido e quella panchina la musica di quell'indifferenza galoppano ancora nel cuore, bruciano ancora nell'anima.
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A me piace la famiglia... ma senza idealizzarla sempre e comunque. A volte, una famiglia può segnarti in negativo una vita...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (12)

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Antonella Bonaffini8 ottobre 2009

Sicuramente sentita la tua... dopo la morte anche del mio di padre tutto cambiò e fu terribile. Credo che ci si abitui a tutto... cedo che tutto accada per un motivo ben preciso... Bellissima.

Anna Maria Obadon8 ottobre 2009

Questa poesia ha trovato un nervo scoperto: la famiglia. Spesso è semplicemente un'accozzaglia di persone, diverse in tutto, che anziché tenersi per mano cercano di arraffare tutto il possibile senza accorgersi di quanto, in certi momenti, si avrebbe bisogno di amore e di comprensione per non sentirsi soli ad affrontare un dolore più grande di noi. Piaciuta moltissimo.

Marco La Rosa8 ottobre 2009

Versi sicuramente di spessore che portano in evidenza un sentimento particolare. Letta ed apprezzata.

Berta Biagini8 ottobre 2009

Come una clava si abbattono oggi questi versi riuscendo a far comprendere perfettamente quanto la vita anche in simili circostanze può far sentire tutta la sua falsità senza alcun rispetto per il dolore.

Veleno8 ottobre 2009

Dolorosi attimi... dolenti pensieri scorrono tristi dentro l'anima... in special modo quando ad esserne investita è la famiglia e la sua consistenza ed essenza. Apprezzata moltissimo e condivisa.

Rasimaco8 ottobre 2009

a volte la crudeltà familiare può raggiungere, senza che ciò venga percepito, livelli aberranti... molto piaciuta

L
Lorenzo Crocetti8 ottobre 2009

Non ti meravigliar di questi aspetti, mio caro Paolo, son di questa terra, succederanno sempre, ci scommetti, più son parenti e più che sono in guerra! Hai voglia tu parlare di sciacalli e di corvi già pronti all'abbuffata, succede spesso nelle nostre valli... ed è azione che sempre ho riprovata. Una bella e sensibile poesia, anche questa volta, del nostro Paolo Ursaia, che ha la forza ed il coraggio, assai spesso, di affrontare argomenti scabrosi. Con dignità e senza veli di copertura. E lo si vede.

AlexMen8 ottobre 2009

Bella la tua poesia come del resto la riflessione. La famiglia è croce e delizia, non ce la scegliamo noi, a volte capitiamo in situazioni che non condividiamo, ma che per dovere di sangue dobbiamo accettare.

Danielinagranata8 ottobre 2009

Come si dice... parenti... serpenti bella e condivisa

L
Loreta Salvatore8 ottobre 2009

Spesso la logica dell'avere prevale su quella degli affetti, nutrendosi del disprezzo dei valori e dei sentimenti. Ma nella negatività del quotidiano bisogna comunque cercare di testimoniare il bene con la nostra diversità.Queste esperienze ci segnano con la sofferenza, contribuendo in qualche modo a rafforzare il nostro desiderio di conseguire ciò che è giusto e che ha un senso. Molto intensa nel messaggio e ben costruita nella struttura.

Rosy Marchettini8 ottobre 2009

La famiglia non è sempre sacra... i genitori, i parenti tante volte sbagliano e anche troppo e segnano la crescita del futuro uomo/donna negandogli di essere... di avere un percorso sereno nel cammino della propria esistenza Piaciuta moltissimo e condivisa

Antonio Biancolillo9 ottobre 2009

...succede... e succede in tutte le famiglie... non ricordo di averne conosciute di quelle esenti... siamo pronti a criticare la guerra degli altri... quelle che sono lontane... e invece, molto vicino a noi c'è più guerra che altrove...