Quel brivido antico
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (12)
Sicuramente sentita la tua... dopo la morte anche del mio di padre tutto cambiò e fu terribile. Credo che ci si abitui a tutto... cedo che tutto accada per un motivo ben preciso... Bellissima.
Questa poesia ha trovato un nervo scoperto: la famiglia. Spesso è semplicemente un'accozzaglia di persone, diverse in tutto, che anziché tenersi per mano cercano di arraffare tutto il possibile senza accorgersi di quanto, in certi momenti, si avrebbe bisogno di amore e di comprensione per non sentirsi soli ad affrontare un dolore più grande di noi. Piaciuta moltissimo.
Versi sicuramente di spessore che portano in evidenza un sentimento particolare. Letta ed apprezzata.
Come una clava si abbattono oggi questi versi riuscendo a far comprendere perfettamente quanto la vita anche in simili circostanze può far sentire tutta la sua falsità senza alcun rispetto per il dolore.
Dolorosi attimi... dolenti pensieri scorrono tristi dentro l'anima... in special modo quando ad esserne investita è la famiglia e la sua consistenza ed essenza. Apprezzata moltissimo e condivisa.
a volte la crudeltà familiare può raggiungere, senza che ciò venga percepito, livelli aberranti... molto piaciuta
Non ti meravigliar di questi aspetti, mio caro Paolo, son di questa terra, succederanno sempre, ci scommetti, più son parenti e più che sono in guerra! Hai voglia tu parlare di sciacalli e di corvi già pronti all'abbuffata, succede spesso nelle nostre valli... ed è azione che sempre ho riprovata. Una bella e sensibile poesia, anche questa volta, del nostro Paolo Ursaia, che ha la forza ed il coraggio, assai spesso, di affrontare argomenti scabrosi. Con dignità e senza veli di copertura. E lo si vede.
Bella la tua poesia come del resto la riflessione. La famiglia è croce e delizia, non ce la scegliamo noi, a volte capitiamo in situazioni che non condividiamo, ma che per dovere di sangue dobbiamo accettare.
Come si dice... parenti... serpenti bella e condivisa
Spesso la logica dell'avere prevale su quella degli affetti, nutrendosi del disprezzo dei valori e dei sentimenti. Ma nella negatività del quotidiano bisogna comunque cercare di testimoniare il bene con la nostra diversità.Queste esperienze ci segnano con la sofferenza, contribuendo in qualche modo a rafforzare il nostro desiderio di conseguire ciò che è giusto e che ha un senso. Molto intensa nel messaggio e ben costruita nella struttura.
La famiglia non è sempre sacra... i genitori, i parenti tante volte sbagliano e anche troppo e segnano la crescita del futuro uomo/donna negandogli di essere... di avere un percorso sereno nel cammino della propria esistenza Piaciuta moltissimo e condivisa
...succede... e succede in tutte le famiglie... non ricordo di averne conosciute di quelle esenti... siamo pronti a criticare la guerra degli altri... quelle che sono lontane... e invece, molto vicino a noi c'è più guerra che altrove...










