Ancora ti penso
Lo stanco chiudersi del giorno
riannoda la tela di confusi rimpianti
che la malinconica ombra della sera
ritrova incerti, indecisi,
calmo stupore di ritrovata quiete.
Il buio della notte insegue
la luce di albe non cercate,
il sovrapporsi di dialoghi interrotti,
memorie confuse in cui le parole
del giorno non dette ritrovano suono.
Ancora ti penso, Agrodolce,
lontana compagna dei miei giovani anni.
Ti avevo dato un nome rubato
ad un verso di Montale, ma forse
mille te ne ho dati
perché mi fosse più facile il richiamo.
Ora che la fretta del giorno
disperde le parole, se lo puoi, torna.
Torna nei sogni compagna della malinconia,
torna a placare questo mio quotidiano esistere,
indifferente compagno di chi mi passa accanto.
Ti parlo e la mia voce non ha suono,
ma, pur senza lasciar traccia,
io so che forse ancora ti raggiunge
l'inascoltato grido
di quel che dico e più non senti.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (1)
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L
Loreta Salvatore11 ottobre 2009
Struggente e malinconica, esprime con intensità il senso della perdita e l'attesa. Versi intrisi di dolore ed autobiografici che fanno riflettere sull'esperienza amorosa. Stupenda.