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Introspezione 14 ottobre 2009 · lettura 1 min · 4896 letture

Fetore

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Duro come un maglio questo fetore chiuso, claustrofobia d'anima, ancor più che di spazi; precipitar nel buio d'un'asfittica stanza orfano di luce e sordo d'ogni speranza, prigioniero d'un tempo che non ritrovo mio; mi rifugio nei sogni, segrete vestigia d'antico progetto.
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Fai... ti impegni... cerchi nuove strade... e trovi un burocrate che ti blocca. Sempre. E la gente soffre...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (10)

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Veleno14 ottobre 2009

Un leggersi dentro con attento riguardo a un mondo che non è nostro... versi toccanti... riflessioni dell'anima... una introspezione che non lascia spazi a un non sentire e ascoltarsi intorno. Versi di grande luce e contenuto. Splendida

Anna Maria Obadon14 ottobre 2009

Combattere contro l'ottusità e il malcostume di certe persone che troppo spesso siedono indebitamente nella stanza dei bottoni è veramente demoralizzante. Siamo circondati e sovrastati dal fetore... Piaciuta.

Marco La Rosa14 ottobre 2009

Un'introspezione che credo possa essere benissimo rappresentata dal quotidiano vivere. Apprezzata.

Antonio Biancolillo14 ottobre 2009

Una riflessione molto attenta e ben espressa in questi bellissimi e veri versi... Risoluzioni e progetti... che tanto spesso... vengono fermati... da incompetenti... e a nulla vale il proprio impegno... Versi molto belli ...nella loro cruda realtà...

Berta Biagini14 ottobre 2009

Uno specchio della vita che ci circonda in questi versi che desiderano ribellarsi a quanto intorno accade. E come non condividere.

Kiaraluna14 ottobre 2009

Le maglie della burocrazia strangolano soprattutto chi è più debole e bisognoso... una vergogna in più ad ammorbare l'aria che respiriamo. Piaciuta e condivisa profondamente.

Rasimaco14 ottobre 2009

condivisa questa bellissima poesia, che più che poesia introspettiva io annovererei tra le rime di ribellione... elegante come sempre!

Danielinagranata15 ottobre 2009

Rifugiarsi nei sogni... un mondo che non ci appartiene troppo diverso dal nostro pensare splendida molto sentita e condivisa

Molteplici sono le sensazioni che mi hanno trasmesso questi versi... Sento rabbia, sofferenza, senso di impotenza, così vividi da riuscire a proiettarmi in quella stanza e lì sentirne tutta la loro essenza... L'amarezza provata non riesce a far soccombere la nobiltà del proprio animo che ribellandosi alle evidenze del quotidiano, riesce a rifugiarsi in quei "sogni"..."Segrete vestigia d'antico progetto" e li trovare nuova fonte e stimolo per il prosieguo del proprio sentire... del proprio volere... Così ho voluto leggerla...

S
Sajka16 ottobre 2009

ma se non ci fossero persone che sanno riconoscere il reale pur duro mantenendo comunque i propri sogni quei spazi sarebbero ancora più asfittici. resta una poesia scritta con lievità pur nell'ambito grave