Il timore
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (5)
non so se ho compreso il senso, nel caso mi sbagliassi, fammi sapere: il muro costruito attorno potrebbe l'ipocrisia o l'indifferenza di fronte ad un cuore capace di brillare di luce propria, la librertà di essere se stessi spinge verso la persona amata, ma poi subentra il timore, paura dei sentimenti, paura di confrontarsi, si dice che in amore vince chi fugge, io non fuggo, resto, se dall'altra parter non è così, allora purtroppo si è sbagliato persona, già il fatto di aver scritto questo dimostra quanto la poesia faccia scrivere e aprire mile pensieri, indipendentemente dal senso colto o meno, trovo i versi scritti con grande abilità, con quel finale fatto di timori, io non temo di esaudire un mio desiderio.
Non esistono garanzie in nessuna situazione, c'è solo la sperenza di aver fatto la scelta giusta, ascoltando il sacro timore che ci infonde la coscienza, con l'aiuto del Cielo. Molto sentita, condivisa e apprezzata
Non sempre è facile poter leggere nel cuore degli altri – tutto sembra colorarsi di nebbia offuscando i nostri sentimenti – ma non dobbiamo neanche tornare sui nostri passi, ma proseguire con fiducia in quanto crediamo.
Versi dritti, incisivi, di grande pensiero riflessione che altro non porta alla dovuta considerazione di un vivere giusto qualunque sia la sorte... la strada è segnata ma sempre non è quella giusta. Apprezzata e condivisa moltissimo
versi che mi costringono a rileggerli e non solo per la loro intrinseca ed indiscutibile bellezza, ma ahimè perché stavolta credo d'aver toppato ... non ne ho compreso il senso con assoluta certezza...





