Quella penna
Quella penna che spesso mi mancava
ha privato la carta di miei versi,
che nella mente mia si sono persi,
mentre un sagace dio li formulava.
Sono volati verso cieli tersi,
ed una mano ignota li guidava,
la stessa mano che me li inviava
direttamente dagli altri universi.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Alorian18 ottobre 2009
Hai ragione Antonio, e talvolta cerchi di ricordare quali erano quei pensieri. Non so te ma in quei casi ti senti quasi in colpa di non averli impressi su un pezzo di carta, perché alcune volte i versi che componiamo e che ci balenano in testa, cosi da un momente all'altro, alla sprovvista, sembrano avere vita propria, come se avessero voglia di farsi sentire e farsi leggere. Arguta riflessione.