Nonno: assente
Quand'ero ancora magma di adolescenza
sei stato generoso di ragguagli.
Forse avevi già negli occhi
il mio incespicare adulto,
l'arranco inutile di giorni.
Sentivi forse di non avere molto tempo,
che non mi avresti condotto lungo sentieri di fatica,
quelli che tu ben conoscevi
quando il vigore del corpo ti sorreggerva.
Mi raccontavi che ogni passo
era agguato teso alla montagna,
al suo sdegno di vergine.
Non mi sono più accostata alla montagna,
né conosco il furore delle crode,
la loro pretesa d'infinito.
Avresti dovuto condurre passi,
guidare la cordata.
Per me tu solo possedevi il gancio
che dà sicura presa nel vuoto,
le carte del Touring e quella vecchia bussola
che non ti è mai servita: l'ho cercata fra le cose
rimaste inascoltate nel buio di un solaio.
Se tu fossi ancora qui mi diresti che, certo,
ora ne avrei bisogno!
Se solo tu potessi sentirmi!
Mi hai lasciato nostalgia di respiri innevati
e un'ansia d'inerpicate solitudini.
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Commenti (1)
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Maria Rita Mulè21 ottobre 2009
Siamo sempre alla ricerca di una bussola che ci indichi la via da seguire, ma spesso scopriamo che quella bussola se l'è portata via proprio chi ci ha tanto amato.