Periferia milanese
Da quarant'anni, poche pause, vagolo tra via Guerzoni e viale Jenner, angolo di confine fra Dergano e Bovisa. E non ho
Da quarant'anni, poche pause, vagolo tra via Guerzoni e viale Jenner, angolo di confine fra Dergano e Bovisa. E non ho
Non è scompiglio di presenza il tuo rapido transitare: passi per le stanze nella lievità di un soffio Non
Mi aggiro ossessiva come ignaro moscerino intorno a un gorgo di nera seduzione: solo il tuo sguardo- faro mi trattiene
Mi tengo a giusta distanza dagli ''eventi''. Ho dimenticato il savoir- faire delle occasioni, esaurito il tempo
Io non so quale consistenza avesse la follia, che a lungo ti sottrasse allo sguardo del mondo: so solo che ti ha permess…
Non è sdegno, ma grido di madre ammutolito negli occhi. E' dolore tagliente di madre distesa tra radure che
Si fatica a pensare a un giardino mentre i passi seguono venature di marmo: neppure i platani, silenti compagni di
Hai mai visto quegli occhi? Smeraldi incagliati in una secca di tempo: che qualcuno s'ostina a chiamare passato. E'
Forse il tempo ha scavato sul volto linee di confine su cui contare più agilmente gli anni. Che contino
Se n'è andata anche la scighera svernando in periferie ringiovanite da lifting edilizi, con giardino
Stai spartito fra i silenzi a musicarmi il mondo
Non negarmi il tuo volto: è il più bel libro che mi sia mai capitato di leggere: Sui solchi di vento sono
Quand'ero ancora magma di adolescenza sei stato generoso di ragguagli. Forse avevi già negli occhi il mio
Sei il Silenzio che dischiude le labbra muta tempesta di pensieri sotto la pelle torni e ritorni con moto d'onde ad
E' ancora soffio di memoria il brivido lungo d'inverno e già l'aria tiene sospesi profumi di tigli e
La fucsia da poco trapiantata promette d'espandersi, d'oscurare rapido l'orizzonte serrato di cantieri: tronchi di
Già sento: la stagione del gelo si fa strada tra le feritoie dei giorni. Accade fatalmente quando sovente senza
Cambio casa. Trasloco da un limine all'altro di quartiere: dal volto sfatto al nuovo lifting di Bovisa. Poche cose
Ci si spegne: nel via vai di corridoi è fragore sordo indifferenza negli sguardi altrove di chi attende
Io non so quale consistenza avesse la follia che a lungo ti sottrasse allo sguardo del mondo chiusa entro il
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