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Satira 23 ottobre 2009 · lettura 1 min · 3437 letture

Furbetti

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Non riuscì ahimè la semina di primavera, meglio farsi complimenti allo specchio piuttosto che ammettere d'essere rinsecchiti; ma latrati famelici braccano l'intelligenza, ecco la via dei furbetti: un'identità fasulla, qualche tardo epigono... e la soluzione è data. Voti mercantili ed il tuo volto è lì, a racimolar titoli di cartapesta; insopportabile forse esser normali? Troppo alto il prezzo: il sospetto atroce d'esser mediocri.
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I furbetti... persone infelici, che hanno bisogno di emergere comunque, anche se non ne hanno i numeri. Basta qualche trucchetto... qualche spintarella. Ma restano perennemente infelici, non riescono a saziarsi... in ogni ambiente ce n'è uno... almeno uno...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (7)

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Antonella Bonaffini23 ottobre 2009

Solito stile, solita trasparenza ed integrità di vedute... molto bella!

Veleno23 ottobre 2009

Un sentire oltre le rime... uno stile inconfondibile... percezione e ribellione... integrità d'anima. Molto bella

L
Loreta Salvatore23 ottobre 2009

Essere e non apparire. Emergere non significa ostentare la propria volontà di potenza, disprezzando gli altri. Esistere è condividere e rispettare l'umanità,in particolar modo i deboli e gli indifesi. Gli individui arroganti, spinti dall'arrivismo e dalla brama di potere, dominano la nostra società.Ma la testimonianza degli uomini di pace e dei puri di cuore deve permeare in modo incisivo il nostro tessuto sociale e di vita per impedire il collasso morale e spirituale in atto nel nostro stolto mondo. Riflessione condivisa, attuata anche nel vissuto con molta sofferenza.

Kiaraluna23 ottobre 2009

Insopportabile il sospetto, la consapevolezza direi, d'essere mediocri o anche solo normali... c'è bisogno di illudersi d'essere superiori agli altri, un gradino almeno più su, non importa se barando o facendosi raccomandare... Un sintomo inequivocabile di senso d'inferiorità,vanamente camuffato, cui nesssuna spintarella potrà sanare la radicata infelicità dovuta al non sapersi accettare né onestamente migliorare. Versi profondamente amari e veritieri, ampiamente condivisi e apprezzati.

Berta Biagini23 ottobre 2009

Non sempre è facile rimanere sul gradino più alto ed allora qualcuno pensa bene di mettersi alla ricerca di qualcosa che, se pur non meritandolo, riesce ugualmente a farlo emergere – mi viene in mente un proverbio o detto "Le bugie hanno le gambe corte" quindi, prima o poi "Tutti i nodi verranno al pettine".

L' arrivismo è una gran brutta bestia, se lo si persegue senza scrupoli... Ho conosciuto nella vita persone che pur di arrivare dove volevano non si sono fatti scrupoli e hanno calpestato la dignità di altri ma devo dire che oggi... con il segno del poi, provo per loro solo grande pena. Alla fine erano anche loro vittime del loro vissuto che li aveva forgiati così... Credo stia a noi individualmente cercare di capire il perché e il percome di determinati atteggiamenti e dove possibile, aiutare chi ne è affetto, perché alla fine anche quella è una malattia... Così ho voluto commentare...

Danielinagranata23 ottobre 2009

Stile inconfondibile ...e quanti ce ne sono... versi diretti pane al pane e vino al vino come piace a me letta con piacere e apprezzata