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Riflessioni 4 novembre 2009 · lettura 1 min · 3727 letture

Millantatori

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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L'ultimo taglio è fatto; poco importa che la miglior semenza sia pesante quando l'idiozia leggera confonde papavero e grano in questo campo crivellato di banalità. Non basterà una mano di smalto a rendere ebano un legno ormai marcio; cieca è la pecora che crede alla parola d'una jena che millanta un sorriso.
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Il mestiere più popolare e rispettato? Quello del millantatore...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (9)

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L
Lorenzo Crocetti4 novembre 2009

Una buona riflessione questa del poeta. Nei nostri tempi specialmente, il millantatore è divenuto soggetto non certo raro, e ce lo ritroviamo in tutti i campi. Sapendo che l'autore è medico, mi vien fatto di pensare che egli volga soprattutto la sua indignazione proprio verso il campo della medicina, dove falsi profeti neppure dotati di apposita laurea, promettono, millantando i loro poteri e le loro virtù, guarigioni per qualsiasi male, con mezzi empirici che, specie agli esperti, appaiono davvero ridicoli. Conclude l'autore che vi è cecità in chi ci crede, come la pecora che non vede crede al sorriso di una iena. Purtroppo però la cecità è spesso frutta della disperazione. E quando la medicina ufficiale ha tolto ogni speranza... eccoli!

Antonella Bonaffini4 novembre 2009

Consapevole, diretta, una denuncia sicura la tua, tagliente... perfetta, non fa una piega.

Carlo Fracassi4 novembre 2009

Di millantatori il mondo n'é pieno ma non distinguer l'agnello dal lupo, il bianco dal nero, il falso dal vero, sono i presupposti di persone destinate a soccombere sempre!

Veleno4 novembre 2009

Sono riflessioni incisive, sicure, certe nel loro dire e pensare, esternate come diretta ribellione verso quel mondo ormai allo sbando. Apprezzata moltissimo

L
Loreta Salvatore4 novembre 2009

La banalità in tutti i suoi aspetti domina le nostre coscienze; la forza del sopruso si ammanta di iperbolico candore e l'ignoranza di vanagloria. La cecità è la condizione dell'uomo odierno offuscato dalla brama del potere. Versi che esprimono con forza la denuncia dell'ipocrisia e della menzogna, oggi regola di vita. Sublime.

Danielinagranata4 novembre 2009

...e quanti ce ne sono... di persone che vantano qualità o titoli non propri si spacciano per quello che non sono a danno della povera gente... vera e diretta poesia mi trova d'accordo con l'autore bella

Jeannine Gérard4 novembre 2009

Vorrei dire molte cose, ma tutto è stato detto, mi lascio guidare da tanti commenti, che ho letto e che condivido, la poesia sempre molto moralista, fa del nostro poeta una persona molto attenta ai dispiaceri della vita, e sono tanti, quanti milantatori ci sono, il mondo ne è pieno, a volta non basta riguardarsi, una riflessione molto acuta,

Berta Biagini4 novembre 2009

Sembra quasi impossibile che non si riesca a cancellare chi nella sua vita vive solo di menzogne attribuendosi senza vergogna quello che non è suo.

Rosy Marchettini5 novembre 2009

Quanta verità in questa tua poesia odierna! I millantatori? sono come i topi vivono nelle fogne e rodono le anime... Bella, proprio bella Piaciuta apprezzata e condivisa